Rifugiati, emergenza passata a Malpensa

L'aeroporto si conferma vera e propria porta d'ingresso sul territorio: previsti mille arrivi nel 2007, ma l'accoglienza di Prefettura e Querce di Mamre funziona

Malpensa porta dell’immigrazione. I dati che arrivano dall’aeroporto varesino si aggiungono a quelli pubblicati da Caritas Ambrosiana e Fondazione Migrantes. Malpensa si conferma vera e propria porta d’ingresso dalla quale passa un decimo dei richiedenti asilo che approdano sul territorio italiano. Non solo sbarchi e naufragi sulle coste del sud, dei 10 mila arrivi all’anno un decimo è centrato proprio nell’aeroporto della brughiera. Un dato in controtendenza rispetto a quanto succede in Europa, dove i flussi sono in calo del 50 per cento: «L’exploit numerico dello scorso anno – spiega Roberto Guaglianone, vice presidente delle Querce di Mamre, cooperativa sociale onlus legata a Caritas -, quando arrivò il triplo dei richiedenti asilo rispetto al trend del passato, è confermato quest’anno. Le richieste a giugno erano 475, quindi prevedibilmente si arriverà ai mille (1110 per la precisione) del 2006, almeno stando alle rilevazioni dello sportello di Malpensa».  

I disagi del passato, e questa è la notizia più importante, sono stati azzerati: l’emergenza del febbraio 2006 è stata superata brillantemente con uno sistema elaborato proprio dagli addetti ai lavori del territorio varesino. Il riferimento è all’accordo stipulato da Prefettura e Querce di Mamre, che ha consentito di dare pronta accoglienza ai richiedenti asilo, garantendo loro un periodo di ambientamento in attesa che siano sbrigate le pratiche legali per l’inserimento sul territorio e contemporaneamente dando “sicurezza” ai cittadini. Il tutto grazie all’attivazione di 60 posti (diventeranno 70 ad inizio 2008) a rotazione suddivisi in 5 località della provincia, tra Varese, Cardano al Campo e Caronno Pertusella. A questo si aggiunge l’attivazione dello Sprar (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati), il passaggio successivo, una volta espletate le pratiche legali in Questura, che dà  accoglienza in diversi luoghi del nostro territorio (Varese, Sesto Calende, Caronno Pertusella, Samarate, Malnate): «In Italia i posti disponibili sono 2500 in tutto – prosegue Guaglianone – e il sistema, anche grazie all’input partito da Varese, è in via di implementazione: 500 nuovi posti verranno creati dal 2008. Da sottolineare che, unico caso nel Nord Italia, a Caronno Pertusella è stato attivato ed è ormai a regime il centro d’accoglienza per rifugiati appartenenti a categorie vulnerabili, cioè con patologie fisiche croniche che necessitano di cure prolungate nel tempo: i 15 posti per le famiglie a disposizione sono sempre pieni». 
Un altro dato interessante è quello relativo all’appartenenza etnica e nazionale dei richiedenti asilo che approdano a Malpensa. Se nel 2006 a fare la parte del leone erano i paesi dell’Africa sub sahariana, con prevalenza di adulti e donne spesso sole, quest’anno si registra una netta prevalenza di arrivi dal medioriente, Iraq, Palestina, territori occupati da Isreale, Siria. Tanti sono i curdi: «Come si vede – chiosa Guaglianone -, i flussi dipendono molto dalle emergenze umanitarie e dalle tensioni internazionali. Ma non solo: per esempio quest’anno dalla Colombia gli arrivi sono azzerati e non è che là i problemi siano cessati, anzi. Gli accordi bilaterali e le cause istituzionali possono fare molto».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 31 ottobre 2007
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