Seminario di Taijiquan con il maestro Tino Wong a Clivio

L'allievo del maestro Hong Jun Shen spiegherà come gestire l'energia interiore e il movimento per affrontare al meglio l'avversario

ATI Varese – Associazione Tang Lang Italia presenta il seminario di Taijiquan stile Chen” organizzato per il prossimo 17 e 18 novembre 2007 a Clivio (Varese) da Tana dei Dragoni del Maestro Mario Mandrà.

A condurre le lezioni sarà il Maestro Tino Wong, discendente di 4^ Generazione dalla linea diretta di Chen Fake e allievo diretto del grande Maestro Hong Jun Shen.

Il metodo proposto è: “Metodo pratico di Taiji Chen, scuola Hong Jun Shen

Il seminario è APERTO A TUTTI, a coloro che già praticano ma anche a coloro che vogliono avvicinarsi per la prima volta a questa importante disciplina in modo semplice e diretto.

Programma :

Principi e teoria di base : il Qi, il rilassamento, differenziazione Yin/Yang nel corpo, le spirali, come assorbire e respingere, il movimento delle anche e come utilizzarle al meglio, come neutralizzare le spinte dell’avversario.

Inoltre: domenica 18 novembre dalle ore 16 alle 17,30 il M°Tino Wong terrà una conferenza sulla storia e arte del Thè: le diverse tipologie di Thè, le regioni in cui vengono coltivate, trattamento, esiccazione etc., un viaggio nel mondo del Thè, dalla semina alla raccolta è naturalmente alla scoperta delle sue molteplici proprietà.

L’invito è rivolto a tutti, anche agli esterni e a coloro che non partecipano al seminario poichè lo scopo di questa iniziativa è quella di promuovere anche alcuni aspetti della cultura Cinese.

Orario: ore 9.30 –12.30 / 14.30 – 17.30, presso il centro Sportivo Polivalente Monti in Via Azimonti, 4 a Clivio.

Costo del seminario:

– per gli associati Tana dei Dragoni, ATI, – MedCina => €. 110,00
– costo per i non associati => €. 135,00
– conferenza del thè per i non partecipanti al seminario => € 10,00

Agevolazioni : Il seminario, ai Maestri/Istruttori che iscrivono 3 allievi costa il 50% e oltre 5 allievi è gratuito

È indispensabile la prenotazione al Seminario e anticipo di € 10,00, entro il 16 Novembre

Per informazioni e iscrizioni fare riferimento a: – Istruttore Giancarlo Bello tel: 347 / 4663881

email – giaandgio@libero.it – Istruttore Giovanna Cuomo

Cenni storici sul Taiji Chen

Lo stile Chen tradizionale ha sicuramente mantenuto uno spirito marziale più evidente di quello che si può trovare negli stili da esso derivati.

In particolare esistono due caratteristiche peculiari: il chansi jin (缠丝劲) ed il fa jin (发劲).

Il chansi jin è un modo particolare di utilizzare la forza, attraverso movimenti a spirale. Si dice che la forza scorra nel corpo come un filo di seta che si avvolge o si dipana dal bozzolo.

In particolare il chansi jin opera con un effetto a frusta su qualsiasi energia diretta contro di essa, cioè modifica grazie alla circolarità la direzione di una spinta ricevuta dall’avversario. Per allenare questo principio sono stati codificati cinque esercizi da compiere in continuità per acquisire la capacità di agire secondo traiettorie circolari.

Il fa jin è una tecnica per emettere la forza interna (, jin) in modo esplosivo, attraverso la coordinazione del respiro con il movimento, che deve essere estremamente rilassato. Il Qi, normalmente custodito nel Dan Tien, attraverso la coordinazione dei movimenti scorre lungo l’arto fino a raggiungere l’estremità (mano, piede, spalla etc) e a fuoriuscire generando una forza molto superiore al solo vigore muscolare

Filosofia

Benché le origini storiche del taijiquan possano affondare nella filosofia del Buddismo (data la vicinanza geografica e stilistica con il tempio di Shaolin), con il tempo quest’arte ha attinto moltissimi aspetti dal Taoismo. Il nome stesso, taijiquan, richiama il concetto di un principio supremo (太极, taiji) che può essere identificato con il Dao (). Un simbolo chiave di quest’arte marziale è infatti il taijitu (太极图), famoso diagramma rappresentante un cerchio suddiviso in due forme, simili a pesci, una bianca e l’altra nera. Tali figure simboleggiano lo Yin e lo Yang, le due polarità opposte complementari della cosmogonia taoista.

Così tutti i movimenti del taijiquan seguono l’alternarsi degli opposti, e questo modo di agire costituisce anche la base del sistema marziale: non bisogna contrastare il "pieno" di un attacco, ma occorre cedere, utilizzando la forza dell’avversario a nostro vantaggio. Il taijiquan attinge anche dalla sapienza della medicina tradizionale cinese, utilizzando i concetti di "energia vitale" (, qi) e di "meridiani"

Metodo di apprendimento

Gli strumenti tradizionali per apprendere il taijiquan stile Chen sono essenzialmente tre: gli esercizi di base, le forme (套路, taolu) e la spinta con le mani (推手, tuishou). Le prime sono sequenze prestabilite di movimenti, con le quali il corpo si abitua a muoversi secondo i canoni di quest’arte marziale, oltre che a rafforzarsi. Si ricordano a riguardo i cinque "chansi jin". Le seconde racchiudono i principi generali in una sequenza ordinata di azioni circolari che consentono all’allievo di prendere confidenza con il proprio corpo, la propria energia e il proprio equilibrio. Per questo l’apprendimento delle forme richiede molti anni di studio ed esercizio.

La spinta con le mani è un insieme di esercizi nati come sistema didattico propedeutico al combattimento vero e proprio. L’esecuzione di tali esercizi sviluppa molte qualità, prime fra tutte la morbidezza e la capacità di "cedere", cioè di utilizzare la forza dell’avversario a proprio vantaggio e senza opporre resistenza. I principi alla base di questa pratica sono: espandere, tirare, soffocare, schiacciare.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 ottobre 2007
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