Accam e fideiussioni, “una semplice garanzia”

Marco Scazzosi e Giovanni Paolo Crespi, assessori al bilancio di Marnate e Busto, puntualizzano sulla questione: "è come quando i genitori garantiscono per i figli quando si fanno la casa"

Abbiamo appreso dalla stampa di ieri di alcune preoccupazioni circa le fideiussioni che dovrebbero essere rilasciate nei confronti di ACCAM. Non desideriamo affatto entrare nel merito dell’operazione di revamping, poiché non è di nostra delega, ma riteniamo opportuno un chiarimento sulle possibili implicazioni di questa forma di garanzia nei bilanci che dobbiamo curare.
L’operazione, al di là del termine tecnico, costituisce una garanzia prestata dai comuni ai creditori di ACCAM. Proprio come i genitori garantiscono il mutuo sulla casa del giovane figlio. L’impegno è quello di pagare le rate del mutuo nel momento in cui il debitore dovesse avere dei problemi. Nessun esborso concreto fino a quando il figlio, con il suo lavoro interinale, manterrà i suoi impegni verso le banche. A quanto ci è noto, il Presidente Cicero ha già presentato dei programmi (business plan) con i quali ha garantito ai soci la capacità dell’Ente da lui amministrato di fare fronte ai debiti.
Quindi, a ben vedere, non dovremmo mai avere la necessità di correre in soccorso di ACCAM con i nostri (magri) bilanci. Tuttavia, essendo chiamati ad amministrare soldi pubblici, quindi altrui, potrebbe essere opportuno aggiungere una clausola di sicurezza ulteriore nei prossimi anni. Possiamo proporre, a questo fine, di accantonare una quota prudenziale commisurata alla probabilità che ACCAM non riesca a pagare una rata.
Per essere chiari, se nell’anno la società dovesse corrispondere 2 rate di 50€ l’una e ritenessimo, che la probabilità di insolvenza, per fare conti semplici, sia del 10% (in 10 casi su 100 ACCAM non riuscirebbe a pagare interamente le rate), allora suggeriremmo di avere al primo gennaio di ogni anno, ripartito tra tutti i soci, un fondo vincolato di 10€ (il 10% di 100€). Quindi, nel caso di Busto, con una partecipazione al 18%, solo 1,8€. Inoltre, dopo il pagamento della prima rata, metà del fondo potrebbe già essere svincolata… Questo come forma estrema di prudenza.
Ancora una considerazione. Le fideiussioni, spesso, sono prestate attraverso l’intermediazione di una Banca od una Assicurazione, che, per il servizio, chiedono un corrispettivo. Questo, ovviamente, avrebbe evidenza nei bilanci (per circa lo 0,7% cui accennava l’assessore Castiglioni di Busto). Tuttavia ci pare l’orientamento sia per una garanzia prestata, per così dire, autonomamente dai comuni, dunque, senza pagare alcun intermediario.
Sia chiaro che quanto detto prescinde da qualsiasi giudizio di valore o politico sull’operazione complessiva e può applicarsi a qualsiasi garanzia prestata da un comune ad un altro ente.

Marco Scazzosi
VICE SINDACO E ASSESSORE ALLE FINANZE, BILANCIO E TRIBUTI
Comune di Marnate

Giovanni Paolo Crespi
ASSESSORE ALLE POLITICHE FISCALI E DI BILANCIO
Comune di Busto Arsizio

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 novembre 2009
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