Rifiuti pericolosi, servono nuove leggi contro i traffici illegali

È quanto è emerso in occasione della cerimonia per i vent'anni della Convenzione di Basilea. Presentato un progetto per riciclare ecologicamente i rifiuti elettronici

rifiuti pericolosi, svizzera La Convenzione di Basilea che regola i movimenti oltre la frontiera svizzera dei rifiuti pericolosi ha dato i risultati sperati. Lo ha spiegato l’ambasciatore svizzero Manuel Sager in occasione della manifestazione svoltasi il 17 novembre 2009 a Basilea per i venti anni dell’accordo. Le spedizioni di rifiuti pericolosi non possono essere effettuate su larga scala verso i Paesi che non sono in grado di eliminarli in modo adeguato. La Svizzera si impegnerà per rafforzare l’attuazione della Convenzione nei Paesi più poveri e per promuovere una diminuzione dei rifiuti alla fonte.

Vietando le esportazioni di rifiuti pericolosi dall’area OCSE verso Paesi non appartenenti a tale organizzazione, la Convenzione intende garantire che i Paesi che hanno fabbricato e utilizzato i prodotti si assumano le proprie responsabilità anche per lo smaltimento dei rifiuti derivanti dai prodotti. I rischi e i vantaggi rimangono quindi in tali Paesi.
Tuttavia, gli esempi di esportazioni illegali, come quelli dei rifiuti tossici scaricati in mare davanti alle coste della Costa d’Avorio nel 2006, dimostrano che le attuali disposizioni non sono sufficienti. La Svizzera, insieme all’Indonesia, ha quindi lanciato un’iniziativa volta a migliorare l’efficacia dell’accordo. In occasione della prossima Conferenza delle Parti alla Convenzione nell’ottobre del 2011 saranno presentate delle raccomandazioni intese a proteggere meglio i Paesi vulnerabili dall’importazione indesiderata di rifiuti pericolosi. La Svizzera si impegnerà inoltre affinché la Convenzione possa garantire un utilizzo più sicuro ed efficiente dei prodotti chimici già in fase di produzione. Ciò dovrebbe contribuire a ridurre il volume di rifiuti pericolosi alla fonte.

Rapporto privilegiato con la Convenzione
La Svizzera intrattiene un rapporto privilegiato con la Convenzione di Basilea. L’accordo è stato sottoscritto a Basilea nel 1989 su iniziativa della Svizzera e dell’Ungheria. La Svizzera ospita anche la sede della Convenzione a Ginevra. Ha inoltre lanciato numerose azioni importanti quali ad esempio i partenariati sui cellulari e a favore di un riciclaggio e di uno smaltimento rispettoso dell’ambiente delle apparecchiature informatiche. Questo rapporto privilegiato non è soltanto una prerogativa, ma anche una responsabilità, ha evidenziato l’ambasciatore Manuel Sager. La Svizzera intende onorarlo continuando il suo impegno e il suo sostegno alle attività connesse alla Convenzione di Basilea. Durante la manifestazione è stato presentato il partenariato a favore di un riciclaggio ecologico dei rifiuti elettrici ed elettronici istituito dalla Svizzera.

telefonini, rifiuti elettronici

Progetto svizzero di sostegno al riciclo rispettoso dell’ambiente dei rifiuti elettrici ed elettronici
Durante il periodo 2009-2012, la Segreteria di Stato dell’economia (SECO) sostiene partner privati e pubblici in Colombia e Peru nella costruzione di sistemi moderni di riciclaggio di rifiuti elettrici ed elettronici. L’obiettivo del progetto è di proteggere la salute dei lavoratori e l’ambiente, di aprire nuovi sbocchi commerciali, di creare nuovi posti di lavoro nel campo del riciclaggio e di preservare le risorse naturali a livello mondiale.
Tale progetto è un esempio della cooperazione svizzera allo sviluppo di un riciclaggio rispettoso dell’ambiente nei Paesi emergenti o in via di sviluppo. La SECO e il Laboratorio federale di prova dei materiali e di ricerca (EMPA) sostengono ad esempio la Cina, l’India e il Sudafrica sin dal 2003.  

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 novembre 2009
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