“L’impresa dica chiaramente quel che sa”

Cinzia Colombo, conisgliere di Sinistra e Libertà, chiede alla Bonicalzi un atto di trasparenza, di dire con chiarezza quel che succede nell'edilizia cittadina

Non si placa lo scontro sull’abbattimento di Casa Calcaterra e sull’intervento edilizio di via Roma. Uno scontro che oppone amministrazione comunale e costruttore, ma anche maggioranza e opposizione. Su entrambi i fronti torna all’attacco Cinzia Colombo, di Sinistra Ecologia e Libertà, che dopo pochi giorni aveva organizzato un presidio per richiamare l’attenzione sull’abbattimento dello storico edificio. «L’impresa Bonicalzi, responsabile dell’abbattimento dell’ottocentesca Casa Calcaterra in via Roma ci racconta una bella favoletta: la demolizione è stata eseguita per impedire incidenti ai lavoratori. Ci racconta anche una profonda verità: meglio piangere una villa abbattuta, per quanto bene storico della città, che una vita uccisa. Ma non si poteva non piangere affatto ed evitare incidenti e demolizione con uno stop dei lavori per permettere la messa in sicurezza e il successivo recupero della casa? Evidentemente il fine nobile della Bonicalzi Costruzioni di garantire un luogo di lavoro sicuro viene meno quando c’è da rimetterci qualche soldo. Allora meglio abbattere: di sicuro è più facile ed economicamente conveniente».
Ma la Colombo punta il dito anche sulle accuse mosse dal costruttore alla politica e agli amministratori: «Nel tentativo di giustificare il proprio atto, l’impresa lancia inoltre denunce circostanziate all’Amministrazione, ricordando i vari processi in atto legati all’urbanistica cittadina, che vede coinvolti noti esponenti del PdL, nonché architetti e dipendenti comunali di primo piano. Parole pesanti come pietre, se un’impresa edile deve premettere di non avere mai pagato né intendere pagare in futuro tangenti. Parole pesanti che qualche effetto devono averlo avuto, se il vicesindaco Caravati si autoimpone il silenzio, lasciando rapidamente cadere la propria proposta di fare nell’aria un parco pubblico».
 
Ll’esponente di Sinistra e Libertà si chiede dunque «perché l’impresa costruttrice non dice a chiare lettere quel che sa (lei come le altre imprese di costruzione, gli architetti e altri professionisti)». «Perché non rende pubbliche con parole trasparenti cosa sta succedendo nel settore edilizio in città, certo il più attivo e congiuntamente il meno cristallino?». Un atto di trasparenza – denuncia la Colombo – che ancora si attende da parte dell’amministrazione su Viale Lombardia, dove vi fu – parole della commissione d’inchiesta bipartisan – una “sanatoria” sull’intervento di rifacimento del viale (affidato all’impresa che stava realizzando il centro commerciale Il Fare), che non si rivelò rispondente al progetto. «Aspettiamo ancora risposte, noi e i cittadini. Così come aspettiamo risposta ad un’altra domanda: per chi e perché, visto il numero di immobili di vecchia e nuova costruzione che rimangono inutilizzati, è una domanda a cui ancora non ci è stato risposto in modo efficace?».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 agosto 2010
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