Artigiani (Cna) preoccupati: “Manca la ripresa”

Cna Varese presenta i risultati del primo questionario conoscitivo 2011 rivolto agli associati, l’undicesimo dall’inizio della crisi

Nel mese di aprile la Cna di Varese ha richiesto nuovamente alle imprese associate, per la prima
volta nel 2011 e per l’undicesima dall’inizio della crisi, un report sul loro andamento economico, sulle loro impressioni e sulle loro aspettative.
L’ultima rilevazione, che era stata fatta a fine 2010, dava l’immagine di una ripresa fragile e incerta ma acquisita, sia nell’attività delle imprese che nella valutazione degli imprenditori : il risultato di questa rilevazione segnala invece la persistenza di uno stato di crisi che evidentemente va ben oltre la percezione dell’opinione pubblica.
I primi mesi dell’anno sono sempre i più difficili: e questa considerazione può rappresentare una possibile chiave di lettura di questi dati. Sul giudizio delle imprese artigiane riguardo la situazione congiunturale in questi mesi, pesano però la fragile consistenza della ripresa, i riflessi negativi in termini di occupazione e, non ultima, la mancanza di attenzione delle Istituzioni abituate a parlare con annunci e proclami e poco o nulla propense, invece, a atti concreti di sostegno all’economia.
Dall’analisi infatti emerge che solo un’impresa su tre registra miglioramenti rispetto allo stesso periodo del 2010, contro il 36 % che segnala il mantenimento degli stessi livelli e del 30% – una percentuale decisamente elevata – che lamenta invece un ulteriore peggioramento.
È una sensazione confermata dalle risposte alla domanda con cui si chiedeva se ci potesse considerare fuori dalla crisi: nessuno infatti ritiene definitivamente superate le difficoltà, un buon 43% registra miglioramenti ma solo per specifici settori mentre un preoccupante – e preoccupato – 42% ritiene che la crisi sia ancora ben viva. Il 15% degli artigiani, inoltre, ritiene che le condizioni per uscirne ci sarebbero ma che, in questa fase, mancano gli strumenti per cogliere le opportunità.
Nella definizione delle priorità di intervento prevale – come sempre e con percentuali in crescita rispetto alle rilevazioni precedenti – la richiesta di avviare un percorso di riduzione delle tasse, anche se l’esigenza di dotare il paese di una vera politica industriale è avvertita come una priorità da un’impresa su tre. Inoltre, per la prima volta si sono interrogate le imprese sulle aspettative generate dall’attuazione del federalismo fiscale: il 15% delle risposte lo considera un’opportunità, una percentuale
significativa. Nella domanda sull’atteggiamento verso il futuro, infine, si registra una pesante flessione degli ottimisti, rifluiti in larga misura tra i disincantati e un incremento dei pessimisti, a conferma dello stato di depressione che è possibile cogliere dall’analisi combinata delle risposte.
«Francamente queste risposte arrivano per un certo verso inaspettate e gettano acqua sull’impressione comune che il peggio sia dietro le spalle – commenta Franco Orsi, presidente di Cna Varese Ticino Olona -. Dopo la durissima salita affrontata nel biennio precedente, evidentemente le imprese si aspettavano la discesa e invece si trovano a dover pedalare su un falsopiano difficile e contro vento. E’ un messaggio preoccupato che giriamo alle Istituzioni, alle quali chiediamo di porre mano, finalmente, ai due temi che le imprese avvertono come prioritari: la definizione di una vera politica industriale e l’avvio del percorso di riduzione delle tasse. E chiediamo un segnale di maggiore attenzione anche alle amministrazioni locali del nostro territorio, dove i tre principali Comuni rinnoveranno i consigli comunali: perchè ci è parso, purtroppo, che le questioni dell’impresa e del lavoro non sianoquelle al centro del confronto preelettorale. In ogni caso spetta e tocca a noi, Associazioni di rappresentanza, richiedere attenzione e risposte: di solito abbondano nel periodo della campagna elettorale e vengono dimenticate nel corso delle legislature,non saremmo dispiaciuti se questa volta avvenisse il contrario».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 maggio 2011
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