Parte da Gallarate la sfida dei bancari etici

Chiedono politiche di credito a sostegno della famiglia, più responsabilità sociale e la partecipazione dei dipendenti alle scelte degli istituti

ediva gallarate responsabilità sociale imprese bancheQuella di Ediva, acronimo di "Etica, dignità e valori", assomiglia alla sfida tra Davide e Golia. L’associazione opera su scala nazionale e ha sede a Gallarate. Conta ancora meno di cinquecento iscritti ma si è data un obiettivo ambizioso: diffondere la cultura di una vera e concreta responsabilità sociale all’interno del sistema bancario e finanziario italiano. «Non basta avere un bilancio sociale su carta patinata per essere etici» ha detto questa mattina al Cesvov il suo presidente Gianni Vernocchi spiegando l’attività dell’associazione che annovera nel gruppo anche don Gino Rigoldi, cappellano del carcere minorile Beccaria di Milano. «La logica della massimizzazione del profitto è controproducente per la società e per tutto il sistema economico. L’ultima crisi ce l’ha ricordato. E per questo, ormai da tre anni, abbiamo iniziato a partecipare alle assemblee dei soci di diverse banche e a presentare pubblicamente le nostre riflessioni (reperibili sul sito www.eticadignitavalori.org). Abbiamo chiesto ad esempio l’introduzione di politiche di credito favorevoli per le giovani coppie per sostenere le nuove famiglie e la natalità. Una risposta al problema demografico che sta vivendo il nostro paese dove cresce il numero degli anziani ma non c’è un’altrettanta ripresa delle nascite. Altri punti che ci stanno a cuore sono l’educazione all’etica finanziaria e alla responsabilità sociale di impresa, il sostegno alle imprese che reagiscono alla crisi e rischiano internazionalizzandosi e infine l’attenzione ai diritti del dipendente e il sostegno alla partecipazione dei lavoratori all’attività delle imprese».

Ediva, grazie alla disponibilità dei suoi soci, dislocati in diverse regioni italiane ha partecipato alle assemblee di diverse banche tra cui: la banca popolare Friuladria Spa, Banca Generali Spa, Banco Popolare Scrl di Novara, Banca popolare di Milano Scrl, Banca popolare di vicenza Scrl, Banca popolare di Cividale Scrl e Banca popolare etica Scrl di Padova.
«Dopo il nostro intervento all’assemblea di Intesa San Paolo – aggiunge Vernocchi – siamo stati inseriti tra gli stakeholders per un dialogo continuativo con la banca. Abbiamo inoltrato due lettere ai presidenti del consiglio di sorveglianza e di gestione e siamo intervenuti agli incontri con l’ufficio Csr e con Scs Consulting società esperta in engagement facente parte dell’Istituto internazionale di ricerca sui temi della sostenibilità. In tali sedi abbiamo domandato di specificare nel bilancio sociale degli istituti anche i compensi dell’amministratore delegato e dell’ultimo dipendente precario domandando l’impegno a ridurre nel tempo questa forbice». «Ogni anno le retribuzioni del management aumentano di circa il 12 per cento – conclude Filippo Pinzone, consigliere di Ediva -. Stanno aumentando ormai almeno da dieci anni, indipendentemente dall’andamento dell’economia e dell’istituto. Anche su questo i grandi gruppi che operano in questo settore dovranno riflettere».

Guarda tutti gli interventi e le iniziative dell’associazione


di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 maggio 2011
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