Il gioco deve restare gioco: tavola rotonda al Casinò

Tavola rotonda al Casinò dei Campione d'Italia dove si è discusso del progetto "Save the game"

“Se la soddisfazione del cliente è il motore di ogni iniziativa aziendale, l’azienda deve farsi carico di ogni situazione di insoddisfazione del cliente stesso”. È il principio sul quale poggia il progetto Save the Game con il quale il Casinò Campione d’Italia, nella logica di un innovativo marketing relazionale, intende affrontare il problema del gioco d’azzardo patologico – o problematico – cui questa mattina ha dedicato una affollata tavola rotonda, presente il prefetto di Como Michele Tortora. La prima, ha commentato il sindaco dell’exclave, Marita Piccaluga, organizzata in Italia da una società che gestisce un casinò. E in effetti il Casinò Campione d’Italia si fa battistrada di un modello, coerente con gli indirizzi dell’European Casino Association, ECA, basato su una piccola serie di elementi fondamentali dove spiccano un team di psicologi, l’attivazione di un numero telefonico dedicato, il potenziamento delle misure di autoinibizione e inibizione dell’accesso alla casa a gioco, la realizzazione di appositi materiali di comunicazione e, s’intende, la formazione del personale addetto. Il progetto decollerà nei prossimi giorni, ha annunciato l’amministratore delegato del Casinò campionese, Carlo Pagan, che ne è promotore anche sulla scorta della lezione impartita in materia da Casinò Austria – rappresentata da Dietmar Hoscher – nelle cui sedi le stesse slot machine, per esempio, mettono sull’avviso il giocatore scandendo il trascorrere del tempo, e in coerenza, come detto, con l’ECA che ha coniato il marchio Please Play Responsibly, esortazione al gioco responsabile che chiama in causa l’industria del settore in forza della sua stessa legalità, come ha osservato il portavoce dell’Associazione Hermann Pamminger. Per questo prevenzione e trattamento del gioco d’azzardo patologico sono da considerare parte integrante dell’attività del Casinò Campione d’Italia che per il progetto Save the Game conta su competenze medico-psicologiche di assoluto rilievo – Alessandro Meluzzi, Cesare Guerreschi – e su applicazioni d’avanguardia dell’intelligenza artificiale – Matteo Temporin, Graziano Bugatti – la cui combinazione produrrà analisi comportamentali in tempo reale e indagini, tramite un test di accrescimento della consapevolezza scientificamente validato, per la sfida che tramite Carlo Pagan non solo è stata raccolta a Campione d’Italia, ma è destinata ad estendersi sul territorio nazionale nelle sale che sotto l’insegna Verve si apriranno prossimamente. L’osservatorio che analizza i comportamenti dei giocatori del Casinò Campione d’Italia persegue l’obiettivo di garantire la massima sicurezza e un’offerta al giocatore che preservi gli aspetti positivi del divertimento, perché il gioco, come ha sintetizzato stamane monsignor Antonio Tarzia, direttore del periodico Jesus, “deve restare gioco”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 aprile 2012
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