Primi in Italia nella cura dei bimbi con problemi di udito

Nonostante da due anni sia andato in pensione il suo fondatore sandro Burdo, il reparto continua a essere un punto di riferimento nazionale. Un'eredità che prosegue con qualche novità

L'ingresso dell'audiovestibologiaBurdo non c’è più. Da due è ormai in pensione. L’audiovestibologia varesina, però, continua a essere un fiore all’occhiello dell’azienda ospedaliera varesina, proprio come l’aveva creata il suo fondatore. Dal suo arrivo, la dottoressa Eliana Cristofari ha ripreso l’attività a pieno ritmo: «All’inizio abbiamo avuto qualche problema di assestamento – ricorda il primario – poi siamo ripartiti con gli stessi ritmi di un tempo e la stessa energia».
In 18 mesi di attività, sono stati impiantati 108 impianti di cui quest’anno già una cinquantina. I pazienti sono in prevalenza bambini, anche molto piccoli che provengono da ogni parte di Italia. Ci sono però anche adulti: «Questo centro, che rimane il primo in Italia, per numero di bambini, ha la caratteristica di inserire in contemporanea i due impianti perchè è dimostrato che è più efficace».

La peculiarità dell’audiovestibologia varesina, inoltre, è l’equipe multidisciplinare che, oltre a medici e tecnici specializzati sui singoli segmenti dell’attività, vanta anche logopedisti e pedagogisti, tra cui una audiopedagogista, che curano la patologia ma anche la vita del paziente, persino l’ambiente scolastico: « Per una struttura pubblica è davvero una rarità – precisa la dottoressa Cristofari -. È un’organizzazione abbastanza onerosa ma che sicuramente viene riconosciuta a livello nazionale».

Oltre ai nuovi casi, il reparto ha in carico un migliaio di pazienti con impianto ereditati dal professor Burdo: «Sono rimasti in carico al reparto e noi ne siamo felici. Ma la nostra attività non si limita all’aspetto clinico e riabilitativo. Abbiamo una preziosa attività di ricerca che riusciamo a condurre grazie al sostegno e supporto dell’associazione e della Fondazione. Ogni anno Aguav finanzia per 50.000 euro le nostre attività e così fa la Fondazione: fondi importantissimi per avere ricercatori che facciano ciò che noi clinici non possiamo fare per mancanza di tempo. Un centro come il nostro, d’altra parte, ha bisogno di costanti aggiornamenti scientifici e tecnologici».

In questi due anni, quindi, di strada ne è stata fatta tantissima. Le famiglie rimaste legate all’audiovestibologia attraverso l’associazione dei genitori e pazienti Aguav è sempre attivissima con i suoi 600 soci. Lo scorso giugno si è svolta l’attesa festa dell’estate che ha visto la grande partecipazione: « È stato un successo – commenta la presidente di Aguav Tiziana Basso – tanti partecipanti ma anche tante novità scientifiche che ci sono state spiegate. Per noi, la partenza di Burdo è stata un trauma. Ma proprio per la profonda stima che nutriamo nei suoi confronti non potevamo veder svanire tutto ciò che aveva creato. Ecco perchè ci siamo impegnati con ancor più vigore e intensità. Dal 2009 ad oggi, l’attività del reparto è pressocché raddoppiata e tanti progetti sono in cantiere».
Tra questi, uno sta particolarmente a cuore alla dottoressa Cristofari: il cablaggio di tutti i luoghi pubblici: « Si tratta di un adeguamento dei locali semplice e poco costoso per permettere ai portatori di protesi di sentire meglio. Con poco sforzo, Varese diventerebbe la prima città in Italia ad essere totalmente cablata….. Chissà se l’assessore Cattaneo, che si è detto così entusiasta, ci aiuterà a realizzarlo».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 luglio 2012
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