La gestione associata diventa obbligatoria, la situazione dei Comuni lombardi

Sono 1006 i Comuni lombardi (il 65% del totale) che dal 1° gennaio 2014 dovranno obbligatoriamente associarsi per prestare alcuni funzioni fondamentali

Sono 1006 i Comuni lombardi (il 65% del totale) che dal 1° gennaio 2014 dovranno obbligatoriamente associarsi per prestare alcuni funzioni fondamentali (dal tpl alla pianificazione urbanistica, dalla protezione civile all’edilizia scolastica, dalla polizia municipale ai servizi anagrafici alla gestione dei rifiuti).
Solo il 30% dei comuni ha già fatto esperienza di gestione associata attraverso le forme stabili finanziate da Regione Lombardia (Unioni di comuni e Comunità Montane). Per questo la Commissione consiliare “Affari istituzionali” (presieduta da Stefano Carugo – PdL) e la Commissione speciale “Riordino della Autonomie locali” (presieduta da Giulio Gallera – PdL) si stanno attivando per decidere il nuovo modello lombardo. Primo passo la presentazione, avvenuta questa mattina, di uno studio elaborato dall’Ufficio Analisi leggi e politiche regionali del Consiglio regionale e di una ricerca di Eupolis, che hanno fotografato la situazione a cinque anni dalla legge regionale sulla Gestione Associata (GA) volontaria nei Comuni lombardi (l.r 19/2008 e successivo regolamento).
Lo studio ha censito 70 gestioni associate avviate e finanziate dalle legge regionale al 2012: 14 hanno coinvolto Comunità Montane (pari a 177 Comuni) e 56 Unioni di Comuni (con 194 Comuni interessati). In tempo di spending review il nuovo assetto istituzionale dovrà essere in grado di fornire servizi sempre più moderni, capaci di coprire esigenze diversificate, qualitativamente soddisfacenti ma al tempo stesso economici. A tale scopo Regione Lombardia ha sostenuto la gestione associata volontaria con contributi ordinari (3milioni 657.113) nel 2012 e straordinari (361.055 in conto capitale), cui si aggiungono gli incentivi statali che dal 2002 ad oggi hanno raggiunto complessivamente quasi 5milioni di euro l’anno.
Fra le province con più elevato livello associativo rientrano Pavia, (dove al 2012 si concentra il 33% della GA censite, di cui 22 Unioni Comuni e i 12 Comuni della CM Oltrepò pavese) Brescia (19%), Sondrio (11%) Cremona e Bergamo (entrambe con il 10%). Viceversa le province con livello associativo più basso sono Lodi e Mantova, con un’unica GA.
“La ricerca ha fotografato in modo preciso la situazione lombarda, fornendoci dati interessanti e oltremodo utili per ridisegnare il quadro normativo – ha dichiarato il Presidente della Commissione Affari istituzionali, Stefano Carugo – . Regione Lombardia ha una grande opportunità per svolgere un ruolo propositivo e definire un nuovo modello istituzionale che non mortifichi gli Enti locali, ma dia risposte positive ai territori”.
“Sempre più Comuni avanzano richieste di fusione – ha sottolineato il Presidente della Commissione speciale per il riordino delle Autonomie Locali, Giulio Gallera (PdL) –. Per questo una delle proposte che vaglieremo riguarda la possibilità di indire un referendum day a novembre che coinvolga i comuni interessati alla fusione, in modo da terminare il procedimento amministrativo entro gennaio 2014. Mi auguro che il Consiglio regionale si impegni responsabilmente per decidere i criteri generali e istituzionali per giungere a una razionalizzazione del sistema delle autonomie”

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 maggio 2013
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