Aspettando il megaterremoto in California

Lunedì 23 gennaio 2017, al Cine Grassi, il GAT propone un appuntamento divulgativo sul "big one" sulla Faglia di Sant'Andrea

Faglia di Sant'Andrea
Le foto di Italia Mondo

Il 2016 del GAT (Gruppo Astronomco Tradatese) si era concluso lo scorso 12 Dicembre con la novità della Sezione “i Giovanissimi del G.A.T.” (per ora i piccoli soci sono tutti “under 10”) e con la premiazione di Sergio Zecchin quale socio benemerito.

Adesso con il 2017, inizia il 43esimo anno continuativo di attività degli astrofili con una serata resa di grande attualità dai recentissimi drammatici eventi sismici che hanno colpito l’Italia centrale. Infatti Lunedì 23 Gennaio 2017, h21 al Cine GRASSI di Tradate, il dott. Giuseppe Palumbo, noto esperto di cinematografia scientifica, presenterà al pubblico una serie di documenti filmati sul tema: IN ATTESA DELLA MADRE DI TUTTI I TERREMOTI.

Si tratta del cosiddetto ‘big one’ un terremoto cataclismico su cui i geologi discutono da anni e che si attende in un futuro purtroppo non lontanissimo in California, sotto il nefasto influsso della faglia di Sant Andrea, una grande cicatrice che collega in maniera labile la penisola di California al resto del continente americano. La spinta verso Nord della zolla crostale del Pacifico, cui appartiene la California, fa si che i due versanti della faglia di Sant Andrea siano di continuo sotto stress geologico. L’energia che sia accumula alla fine si rilascia all’improvviso generando importanti dislocazioni lungo certe parti della faglia californiana. Con la conseguente produzione di violenti terremoti che già nel secolo passato fecero danni incalcolabili. Il più famoso di questi terremoti avvenne nel 1906, quando fu completamente distrutta la città di San Francisco. Un secolo fa, però, queste cose non si sapevano e San Francisco venne presa completamente alla sprovvista. Adesso invece, con la tecnologia moderna, la faglia di Sant Andrea viene monitorata continuamente, per esempio con dei sistemi laser che ne misurano in tempo reale i movimenti. Dovrebbe quindi essere possibile prevedere con un certo anticipo un eventuale grosso terremoto. Ma oltre ai gravi danni materiali, bisognerà fare il conto anche con altri tipi di problemi, soprattutto per quanto riguarda la gestione della paura tra la popolazione e l’imprevedibilità del fattore umano. Su entrambi questi punti, ossia sulla ‘spettacolarità’ dei danni e sulla ‘imprevedibilità’ delle risposte umane la cinematografia ha offerto importanti esempi di grande realismo e drammaticità.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 gennaio 2017
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