Asili, “gli aumenti legati alla qualità del servizio”

L'assessore Isabella Peroni spiega le scelte fatte nelle tariffe e nelle fasce dele rette degli asili del Consorzio Scuole Materne

La nuova giunta di Andrea Cassani
Isabella Peroni

«Gli aumenti della tariffa scuola riguarderanno solo i nuovi iscritti. Un adeguamento necessario».
Il “ritocco” alle tariffe dei servizi (e la modifica delle fasce Ise) ha fatto molto discutere già nei giorni scorsi e ora l’assessore i servizi educativi Isabella Peroni spiega meglio la logica del provvedimento.

Aumentano i servizi di pre e doposcuola, di 100 euro se si accede a entrambe i momenti, «ma l’aumento è più contenuto per chi usa un solo servizio». Ritocco anche ai buoni pasto, con un aumento di 80 cents al pasto. Un ritocco che riguarda tutti gli iscritti.

Diverso il ragionamento per le tariffe d’accesso alla scuola materna. «Per chi era già iscritto però  abbiamo ritenuto di confermare il piano delle tariffe scuole che era già stato presentato, perché una famiglia quando iscrive un bimbo guarda aspetti diversi nel valutare gli asili, ma è innegabile che  l’aspetto economico è importante».

A dicembre il sindaco Cassani aveva preannunciato un ritocco, spiegando anche che il contributo del Comune (1 milione l’anno) è corposo. Intervenendo su Facebook il consigliere della Lega Nord Stefano Deligios ha anche fatto riferimento a «un buco di 10.050.000 euro l’anno che il Comune deve coprire»: il riferimento sembra essere in realtà al “normale” contributo trasferito alla Fondazione degli asili.
E in questo senso anche Peroni conferma che gli aumenti non sono connessi: «È sicuramente innegabile il contributo del Comune alla Fondazione, ma non c’entra in questo momento». Peroni riconduce la scelta ad una adeguamento necessario: «Gli aggiornamenti delle tariffe sono una scelta che è stata fatta indipendentemente dalla valutazione del contributo: volevamo semplificare il meccanismo delle fasce tariffarie, troppo complesso su sette fasce. Da lì abbiamo pensato anche di ritoccare le tariffe ferme da quattro anni:  il buono pasto diventa ad esempio diventa più rispondente al servizio che viene offerto, considerata anche la qualità garantita dalla cucina interna e dalle cuoche interne alla strutture. È una garanzia sulla qualità in una scuola che non è privata, ma che ha un livello di qualità particolare a cui le famiglie tengono».

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 15 febbraio 2017
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