Nella polveriera di Taino

La natura si riappropria di un luogo dimenticato. Il reportage del fotografo Aldo Signorelli

Nella polveriera di Taino

Riceviamo e pubblichiamo il testo del reportage fatto dal fotografo Aldo Signorelli nella polveriera di Taino. Queste righe sono a compendio dell’ampia galleria fotografica che pubblichiamo in calce

Galleria fotografica

Nella polveriera di Taino 4 di 26

Un bosco fitto e verde sotto il quale, quasi completamente divorati dalla vegetazione, si nascondono i resti dell’ex Polveriera Montedison, fondata nel 1907 nel Comune di Taino in Provincia di Varese.

Chiusa sessant’anni dopo, gli  edifici sono tanti e sparsi su un’area di circa 700 Mq, infatti in alcune zone, la vegetazione è così fitta da non lasciar passare nessuno che non sia munito di falcetto. A tuttoggi, alcune costruzioni sono praticamente mimetizzate e sommerse dalla vegetazione incolta.

L‘intenzione era quella di costruire una fabbrica per la produzione di polvere da sparo.
I primi depositi per gli esplosivi furono costruiti nel 1913 e nel 1914 poco prima dell’inizio della prima Guerra Mondiale, dove cominciò la produzione di micce e capsule detonanti. L’azienda produsse anche le micce per aprire il traforo del Sempione ed entrò a far parte della vita (e della morte) dei Tainesi.
Infatti un lutto molto doloroso colpì la città in tempo di pace: il 27 luglio 1935 un’esplosione durante una delle fasi della lavorazione uccise 35 abitanti di Taino. Dopo la seconda guerra mondiale iniziò il declino e nel 1972, dopo che la proprietà passò prima alla Montecatini e poi alla Montedison, arrivò la chiusura.

Nel 2006, il sindaco Bielli, fece quasi ripulire l’area perché sembrava fosse interessata la scienziata Rita Levi Montalcini per l’installazione del centro di ricerca Ebri, data la vicinanza al Ccr di Ispra. Il Comune spese 46 milioni di vecchie lire per la ripulitura, ma alla fine il centro non venne realizzato forse perché “la politica di Roma” non lo permise.
Attualmente in stato di totale abbandono, l’impressione avuta durante l’esecuzione del reportage fotografico, è stata quella di come la natura si sia lentamente riconquistata lo spazio a lei sottratto piu’ di un secolo fa per la costruzione del complesso industriale.
Aldo Signorelli

Nel link seguente intitolato Il Luogo Della memoria , è possibile trovare una dettagliata ed esaudiente cronistoria dei fatti accennati sopra.

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 maggio 2017
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