“Faremo cessare il continuo degrado della nostra sanità”

Al Salone estense si presentato il Comitato "Noi per l'ospedale" che raccoglie pazienti e parenti insoddisfatti del livello di assistenza degli ospedali Circolo e Del Ponte

nascita comitato Noi per l'ospedale
pronto soccorso ospedale varese barellaia

Tre fondazioni, svariate associazione e ora un Comitato spontaneo di pazienti e utenti. Gli ospedali varesini hanno assistito oggi, sabato 16 settembre, alla nascita di “Noi per l’ospedale” un comitato sorto in corsia e nelle sale di cura con il fine di lavorare perché la qualità dell’assistenza torni a essere adeguata alle necessità degli ammalati. 

L’idea è maturata un pomeriggio di luglio, in Giorgio Arca un padre preoccupato per il repentino cambiamento del sistema di accoglienza del proprio figlio, eterno bambino, affetto da una rara patologia genetica con problemi diabetici e cardiologici. Dall’oggi al domani questo padre si era visto cambiare il percorso assistenziale: le porte della pediatria si erano inspiegabilmente chiuse dopo 30 anni. Una questione burocratica che poco aveva a che fare con l’umanizzazione delle cure. Le sue proteste avevano viaggiato in rete in tutt’Italia fino ad approdare sulla scrivania del direttore generale che aveva invertito la rotta e riammesso il bimbo in pediatria.

Da quel momento è iniziato a emergere un senso di insoddisfazione da parte di altri utenti abituati a livelli di assistenza e confort ormai cancellati. Pazienti diabetici, dializzati, trapiantati, cardiopatici, oncologici si sono ritrovati accomunati da preoccupazioni e timori di una caduta libera dell’ospedale di Varese, caduta dovuta a scarsità di risorse ma anche a quelle che sono state definite : «scelte strategiche – ha dichiarato Arca eletto presidente del neonato Comitato -  ben poco trasparenti e penalizzanti per professionisti stimati che hanno costruito negli anni una qualità di assistenza eccellente.  Molti medici se ne sono andati e molti altri aspettano l’occasione perché con quest’indirizzo aziendale non c’è futuro».

Comitato noi per l'ospedale
pronto soccorso ospedale varese barellaia

Difficoltà di cura sono state denunciate dalle due esponenti dell’associazione Di.Va pazienti diabetici che lamentano un gravoso peggioramento dell’assistenza con pochi medici senza infermieri specializzati come un tempo: «Ci sono stati tolti servizi essenziali – ha lamentato Ilaria Garofalo -  siamo costretti a lunghe attese senza la minima privacy nemmeno per i casi più gravi. Siamo circa 8000 persone che non possono più contare sul gruppo di infermiere specializzate che ci supportava, consigliava e risolveva le piccole necessità quotidiane fondamentali per evitare le complicanze». « Ci hanno tolto il day hospital – ha aggiunto Michela Petino, paziente diabetica dall’età di due anni – un servizio fondamentale dove trovavamo tutte le risposte. Oggi dobbiamo rincorrere i diversi specialisti nei loro ambulatori con un grave dispendio di tempo. Da tempo ci lamentiamo che mancano o arrivano con grave ritardo forniture essenziali che non ci permettono di curarci. Ciò è inammissibile».

Risalgono nel tempo anche le lamentele degli ammalati della nefrologia  dializzati, trapiantati e nuovi :« L’organico è  sottodimensionato – spiega Graziano Saracino trapiantato che aderisce all’associazione ANED -  A Varese fanno riferimento 700 trapiantati, oltre ai dializzati e ai nuovi nefropatici e ci sono solo 11 medici contro i 14 di Como o Lecco che non seguono i trapiantati.Le condizioni di accoglienza sono al limite, senza privacy, su poltrone fatiscenti. Lamentiamo anche una carenza di assistenza: è vero che abbiamo controlli mensili ma solo attraverso gli esami del sangue che vedono gli specialisti e decidono la terapia. Il tutto senza incontrarci».

Moltissime le persone in sala tra pazienti e sostenitori delle tre di fondazioni “Circolo della bontà”, “Il Ponte del Sorriso” e “Giacomo Ascoli”.

Ad assistere alla nascita del neo comitato “Noi per l’ospedale” il sindaco di Varese Davide Galimberti che ha fatto gli onori di casa: « Sono contento che abbiate scelto il salone del Comune, luogo deputato al confronto e alla definizione di strategie per un futuro migliore della città. Voi avete il compito di stimolare il dibattito sui temi della sanità e della tutela delle persona. E noi siamo qui per supportarvi». Il Comune di Varese ha istituito una commissione sanità che deve vagliare i rapporti tra gli ospedali e la città, una commissione presieduta dal consigliere Montalbetti che già in passato si era lamentato del difficile dialogo con i vertici dell’ospedale.

Ha portato un saluto anche il segretario regionale del PD Alessandro Alfieri: « A volte, dimentichiamo che gli ospedali sono pezzi della comunità che li crea  attraverso lasciti e donazioni. È un bene che i cittadini si organizzano per migliorare e fare da stimolo al miglioramento di cura e assistenza: la politica attiva è fatta da coloro che ci fanno carico dei problemi della collettività. A Varese tanti medici e personale sanitario lavorano con dedizione così i volontari. Poi ci sono i pazienti come i dializzati sempre bisognosi delle cure: capire tutte le diverse esigenze è doveroso e questo comitato deve far capire quali attenzioni sono richieste così da stimolare le istituzioni».

Altri esponenti politici si stanno muovendo per ascoltare le istanze del Comitato: Luca Marsico, Forza Italia, ha già fissato un incontro lunedì prossimo e così Paola Macchi del Movimento 5 Stelle. Presente questa mattina anche l’associazione dei consumatori Unicub.

« Noi saremo l’antenna del territorio – ha concluso il Presidente Arca – e faremo tutto ciò che la legge ci consente per far cessare il continuo degrado della nostra sanità».

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Pubblicato il 16 settembre 2017
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