Una scivolata… provvidenziale e don Angelo incontra il Papa

Disavventura a lieto fine per don Angelo Cazzaniga, che domenica non ha potuto celebrare come d'abitudine la messa nella parrocchia di San Paolo

Saronno - personaggi Saronnese e Tradatese

Cosa non si fa per incontrare di persona il Papa!

Lo scrivono scherzosamente i parrocchiani di San Paolo, a Induno Olona, a don Angelo Cazzaniga, in una lettera di auguri di pronta guarigione per l’infortunio che gli è capitato  l’altro giorno. Infortunio che si è però concluso con una visita inaspettata.

Don Angelo, stimato teologo, docente al Seminario Arcivescovile di Venegono Inferiore e amico speciale della parrocchia indunese, dove ogni domenica celebra la messa, si è infortunato a Roma, mentre era in visita alla città con un gruppo di seminaristi. Un piccolo incidente da cui si è consolato con la visita di Papa Francesco, che ha voluto salutarlo personalmente.

Ecco la lettera che gli hanno inviato i parrocchiani di Induno Olona:

Caro don Angelo,

è ovvio che qui a San Paolo e in tutta la Comunità Pastorale di San Carlo a Induno Olona, dove oggi ti aspettavamo per la messa, siamo rimasti tutti molto dispiaciuti per la tua mancata partecipazione a seguito dell’infortunio che ti è capitato a Roma nella visita con i tuoi seminaristi. E il primo sentimento sincero è quello di augurati una pronta e repentina guarigione.

Poi qualcuno di noi ha visto la tua foto con Papa Francesco ha pensato… cosa non si fa per essere coccolato, visitato e fotografato con il Papa. E i più maligni si sono spinti oltre, vedendo in quella scivolata il segno della provvidenza per una futura nomina cardinalizia.

Ma al di là di questa ironica battuta fraterna che possono scambiarsi gli amici, una cosa rimane incontrovertibile: questo Papa non finisce mai di stupirci per la sua disponibilità, semplicità e genuina bontà d’animo, rompendo protocolli secolari che per tanto tempo avevano imprigionato i successori di Pietro in uomini di potere, lontani dal quel gregge che il Signore aveva affidato a loro.

Noi qui a Induno in questi anni avevano imparato dalla fragilità del tuo fisico una sorta di dono. Il dono della lentezza nella spiegazione della Parola di Dio, sempre così puntuale e precisa, scavando nella lettura quanto di nuovo c’è ancora da scoprire. Perché solo nella lentezza si crea l’occasione di pensare, meditare, riflettere e capire cosa significa essere coerentemente cristiani oggi, cosa significa amare il prossimo, soprattutto quanto hanno il volto di quel fiume di disperati che scappano dalle guerre e dalla fame e che sbarcano sulle nostre coste della Sicilia perchè vedono nel nostro Paese una sorta di Paradiso terrestre, un Paradiso che noi non sappiamo riconoscere, perché non vogliamo vedere l’inferno da dove loro scappano. Tanti sono i nostri fratelli che si lamentano che questi “prossimi” sono troppi, non comprendendo che se i poveri sono troppi è perché nel mondo non c’è quella giustizia sociale per cui è morto Gesù Cristo sulla croce.

Va bene quindi la lentezza, ma ora torna il più presto possibile, per evitare che il nostro cuore possa inaridirsi e chiudersi nei confronti di tutti quei migranti, donne e uomini in cerca di pace e che ci chiedono disponibilità, accoglienza, protezione, integrazione e solidarietà.

Tanti auguri don Angelo, torna presto.

 

Emilio Vanoni – Induno Olona

 

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Pubblicato il 23 aprile 2018
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