Chiuso il ristorante Montallegro: di chi è la colpa?

Il Ristorante Montallegro chiude per mancanza di acqua. I gestori minacciano: "Chiederemo i danni al Comune" ma il Sindaco replica "Abbiamo fatto il nostro dovere"

Il Ristorante Montallegro chiude per mancanza di acqua. La drastica decisione è stata presa giovedì sorso, dopo aver tentato più volte di trovare una scappatoia. "Quattro anni fa – spiega Christian Nizzardo che ha in gestione lo storico locale – l’acqua veniva pompata sul Monte Monarco da un pozzo di Villa Castiglioni. Le condutture e il sistema di pompaggio, però, negli anni si sono erosi. Per metterli a posto ci sarebbero voluti almeno 6 milioni ma, visto che il comune stava costruendo la condotta dell’acquedotto fino a noi, non ci siamo preoccupati di intervenire sul sistema privato." Fatto sta che, quando circa 2 anni fa i lavori di collegamento sono terminati, per il Ristorante Montallegro la situazione non si è risolta: "Il Comune ci ha comunicato che i lavori di allacciamento dal punto pubblico al nostro locale sarebbero avvenuti a spese nostre."
A questo punto, però, sono intervenuti i rapporti tra inquilino e locatario: il proprietario si è opposto all’allacciamento perchè i ristoratori erano morosi per precedenti bollette. "Siamo andati all’ufficio tributi e abbiamo sottoscritto un piano di rientro delle spese. Abbiamo versato subito un milione e trecento mila lire. Speravamo, però, che a tanta buona volontà seguisse qualcosa. Invece niente. Quindi abbiamo preso questa drastica decisione e abbiamo intenzione di andare fino in fondo. Vogliamo far causa al Comune di Induno Olona e al padrone di casa per i danni morali subiti e i mancati introiti: almeno 600 milioni di lire all’anno." 
Secondo Nizzardo, inoltre, il sistema ideato dal Comune è insufficiente perchè non soddisfa la domanda del ristorante. "Per fornirci un servizio adeguato dovrebbero allacciarsi anche alla vecchia tanica preesistente. Un’impresa che costerà almeno 30 milioni e che il Comune non vuole accollarsi."
"Non possiamo intervenire in una questione strettamente privata che interessa locatario e affittuario – spiega il sindaco di Induno Carlo Crosti – Noi stiamo tentando di mediare la situazione e siamo anche disposti a venire incontro alle loro esigenze, dato che il ristorante è un luogo pubblico. Chiaramente, però, non possiamo accollarci tutta la spesa perchè non possiamo utilizzare fondi pubblici per favorire un privato." Circa le critiche sulla bontà del servizio offerto, Crosti replica che l’allacciamento all’attuale acquedotto potrebbe essere una situazione momentanea :"Per realizzare l’altro collegamento con l’ulteriore tanica, saremmo anche disposti ad accollarci metà della spesa. Le parti private, però, devono risolvere le loro questioni interne. Noi , il nostro dovere, lo abbiamo fatto." 

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Pubblicato il 29 Gennaio 2001
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