Gli accertamenti sui tributi comunali creano caos

Malumore tra i contribuenti dopo l'arrivo di 3500 accertamenti esattoriali

Aspettavano come ogni anno il Natale con la corsa ai regali e contavano magari su quella una tantum di 350.000 lire in busta paga, elargita dal governo nazionale, per fare più ricca la festa. Avvelenata in tanti casi alle famiglie di Jerago con Orago dall’amministrazione comunale, che proprio sotto le feste ha fatto pervenire ai contribuenti gli accertamenti delle imposte municipali (ICI, TARSU, ICIAP, TOSAP) dal ’93 in avanti. Qualcuno si è visto arrivare più di una cartella, con richieste di diversi milioni. Il malcontento si è diffuso, molti ne hanno parlato al bar, al circolo o con il vicino di casa, insomma la giunta di Gian Luca Giarola è finita nell’occhio del ciclone. A torto o a ragione? Oltretutto molte cartelle sono risultate sbagliate, suscitando un grosso vespaio. Si poteva evitare? Domande che abbiamo posto ai responsabili dell’operazione "accertamento tributi", ovvero al primo cittadino Giarola ed all’assessore al Bilancio, Ottavio Beccegato. I due amministratori conoscono i disagi che si sono verificati, anche perché agli sportelli municipali per parecchi giorni si sono formate file di persone a dir poco adirate contro il Palazzo, che chiedevano spiegazioni sulle verifiche e le relative cifre pretese. "L’accertamento sulle imposte municipali e la relativa liquidazione -spiegano sindaco ed assessore- sono un obbligo richiesto dalla legge, che ha anche stabilito una data improrogabile: il 31 dicembre 2000. Si è creato il caos da un’operazione che poteva risultare semplice e tranquilla, per il fatto che tanti dati in possesso del comune erano sbagliati o incompleti. La verifica servirà tra l’altro a correggerli, anche in vista della nuova gestione dei dati catastali che presto sarà attribuita al comune." L’amministrazione ha affidato ad una società esterna l’incarico di gestire gli accertamenti, riconoscendole una percentuale sull’evasione rilevata. Anche questo ha creato malumore tra la gente, qualcuno addirittura si è rifiutato di far entrare nella propria casa gli incaricati della ditta per la rilevazione della superficie dell’abitazione. Insomma il provvedimento è stato vissuto da molti cittadini come un’accusa di evasione fiscale. "I rilievi vanno a vantaggio del contribuente. Il vero evasore è chi non ha mai pagato nulla, non chi ha avuto accertato uno scarto di pochi metri", tranquillizza il sindaco. Gli obiettivi di tutta l’operazione, spiega, sono l’equità fiscale ed il riordino dei dati. Sicuramente da questo controllo a tappeto gli evasori totali non ne potranno uscire indenni, e questo potrebbe essere un motivo di consolazione per i contribuenti onesti, che comunque hanno subito dei disagi. Cosa fare allora se si ritiene che le verifiche ricevute siano errate? Sindaco ed assessore danno i consigli da seguire: verificare l’esattezza dei dati che compaiono nell’avviso; presentarsi agli uffici di via Rimembranze per sistemare ogni eventuale errore, anche se fosse solamente un dubbio; non lasciare decadere il termine dei 60 giorni per la sistemazione consensuale; ove non si fosse soddisfatti, rivolgersi all’ufficio tributi del comune. 

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Pubblicato il 11 Gennaio 2001
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