Il centrodestra di Varese lancia la sfida per il 2027. Nessun nome, ma riflessioni sul programma

Stati generali al Teatro Santuccio per dare il via alla lunga marcia elettorale. Presenti Delmastro e Fontana insieme a tanti militanti e amministratori di tutta la provincia. In sala anche Luca Marsico

Stati generali del centrodestra al Teatro Santuccio di Varese

Il centrodestra varesino serra i ranghi e progetta il ritorno a Palazzo Estense. Sabato mattina, 28 febbraio, il Teatro Santuccio di via Sacco ha ospitato il primo appuntamento degli “Stati Generali” della coalizione (Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati e Lombardia Ideale), segnando l’avvio formale (anche se non dichiarato ufficialmente) della campagna elettorale per le amministrative del 2027.

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Un incontro partecipato, dedicato a vivibilità e sicurezza, che ha visto sfilare vertici locali (con la presenza dei diversi gruppi giovanili dei partiti muniti di bandiere che hanno sventolato al termine di ogni intervento), regionali e nazionali, ma soprattutto ha lanciato i primi (timidi) segnali sulla futura leadership.

Sebbene il segretario cittadino della Lega, Marco Bordonaro, abbia ribadito che «non è una persona a salvare Varese, ma una squadra», gli occhi di molti erano puntati su Luca Marsico. L’ex consigliere regionale è stato accolto da numerosi militanti e cittadini che lo hanno incoraggiato per una possibile candidatura a sindaco. Bocca cucita con la stampa, ma qualche «aspettiamo e vediamo» detto tra una stretta di mano e l’altra che lascia intendere la disponibilità, peraltro mai nascosta, dell’avvocato varesino alla candidatura.

Le parole di Bordonaro

Fontana e Delmastro

A scaldare la platea sono stati gli interventi di Attilio Fontana, presidente di Regione Lombardia e del deputato di Fratelli d’Italia Andrea Delmastro che si è concentrato sui temi della sicurezza e della giustizia con un occhio al referendum.

Il Governatore, già sindaco di Varese per due mandati, non ha parlato di possibili successori e non ha fatto nomi, ma dal palco ha usato parole eloquenti: «Divido le persone in due: quelle che dicono cose sensate e i “pirla”. L’importante è non essere circondati da pirla. Un candidato sindaco per Varese va trovato e va trovato in fretta per non arrivare in ritardo alla partenza della corsa elettorale». Fontana ha poi affondato il colpo sulle opere pubbliche, citando il caso di Villa Mylius: «Ho lasciato dieci anni fa un progetto e 5 milioni di euro pronti. In due mandati non è stato fatto un tubo. Mi vergogno nei confronti della famiglia Babini che ha donato questo patrimonio, oggi deteriorato, con la piscina del Porcinai abbandonata».

Sicurezza, decoro e ciclabili «ideologiche»

Tra i temi portanti, oltre alla riforma della magistratura illustrata dal sottosegretario Andrea Delmastro che ha perorato la causa del “sì” al referendum, il decoro urbano è stato il bersaglio principale. Fontana ha criticato la gestione del verde («erba alta nelle rotatorie e sui marciapiedi, questa non è più una Città Giardino») e le piste ciclabili, definite una «presa in giro ideologica». In particolare, è stata citata la corsia davanti al Liceo Classico: «I ciclisti la evitano perché si accumulano foglie marce, è pericoloso».

Di sicurezza hanno parlato anche diversi attori del territorio insieme a Stefano Candiani, deputato della Lega, toccando temi come le baby gang, il controllo di vicinato e il sostegno alle forze dell’ordine.

Il welfare delle persone: «Non chiediamo soldi, ma dialogo»

Non solo sicurezza e decoro urbano. La “lunga marcia” del centrodestra varesino verso le amministrative del 2027 ha messo al centro in un secondo momento della mattinata la vivibilità, intesa come cura della persona e supporto alle fragilità. Una rete fitta di associazioni e realtà locali ha tracciato il profilo di una Varese che “resiste” grazie alla libera iniziativa, ma che chiede alla politica una visione meno burocratica e più sussidiaria.

Il dibattito ha visto protagoniste realtà come il Banco Alimentare Nonsolopane, la Fondazione Ascoli, le Famiglie per l’Accoglienza e l’associazione Happiness. Testimonianze diverse – dalla lotta alla povertà alimentare all’assistenza ai minori oncologici, fino al recupero degli adolescenti – ma con un denominatore comune: l’autonomia dalla politica.

«Queste realtà sono ambiti di speranza nati da storie personali e religiose che l’amministrazione non potrebbe mai sostituire», è emerso durante il confronto. La sfida lanciata alla futura compagine di governo è quella di favorire la libera iniziativa: dalle convenzioni con gli asili paritari, essenziali per coprire i vuoti del servizio pubblico, fino al sostegno a chi opera nel disagio giovanile.

Dati alla mano, il tema dell’abitare resta una ferita aperta. Stefano Cavallin, presidente di Aler Varese, ha certificato che sul territorio comunale l’86% del patrimonio disponibile è assegnato (1.592 alloggi per 2.900 inquilini). La critica politica è però scattata sulla quota di immobili di proprietà del Comune: «Oltre il 30% risulta non assegnato», un paradosso in un momento di forte emergenza abitativa che il consigliere regionale Emanuele Monti ha usato per attaccare la gestione dei servizi sociali dell’attuale giunta.

Cattaneo (Noi Moderati): «Il centrodestra c’è»

Raffaele Cattaneo, sottosegretario in Regione Lombardia e punto di riferimento di Noi Moderati ha voluto riassumere il significato della convention: «Lo scopo di questa giornata è molto chiaro: ribadire che il centro-destra a Varese c’è, si presenta unito e coeso, con tutte le forze che lo compongono, ed è pronto a governare la città. Il nostro obiettivo è vincere le elezioni del 2027. Siamo convinti che Varese abbia bisogno di un’amministrazione capace di mettere davvero al centro la comunità, e non le idee di chi oggi governa, come accade con l’attuale centro-sinistra. La nostra è una visione sussidiaria: vogliamo governare con la città, non sulla città, dando voce a chi la vive e la anima ogni giorno — i corpi intermedi, il mondo associativo, le realtà produttive e l’intera società civile. Crediamo in una politica che sappia ascoltare, capace di fissare insieme le priorità e di individuare, con i cittadini, le soluzioni per il futuro della nostra città».

Prossima tappa: Varese Bella e Attrattiva

La “lunga marcia” del centrodestra non si ferma qui. È già in calendario un secondo appuntamento, sempre al Teatro Santuccio, per il prossimo 28 marzo. Al centro del dibattito ci saranno cultura, turismo e patrimonio UNESCO sotto il claim di “Varese Bella e Varese Attrattiva”. L’obiettivo dichiarato è uno solo: dimostrare che il capoluogo «può e deve tornare a correre».

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Tommaso Guidotti
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Pubblicato il 28 Febbraio 2026
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