I libri di Carlo Cipolla donati all’Università dell’Insubria
E’ stato uno degli storici dell’economia più eminenti del nostro tempo
L’Università dell’Insubria è ultimamente oggetto di positiva attenzione anche da parte di privati che stanno arricchendo il patrimonio librario dell’Ateneo. In questi giorni il rettore Renzo Dionigi ha ricevuto una lettera dagli eredi del professor Carlo Cipolla, illustre storico dell’economia, i quali, ricordando i legami di profonda amicizia che legavano il professore al rettore, gli hanno comunicato la decisione di donare all’Università una cospicua parte di libri di storia economica che il loro congiunto aveva collezionato in anni di attività di studioso, con la preghiera di collocarli presso la biblioteca di Economia e commercio. Tale donazione costituisce un arricchimento prezioso per l’Ateneo, sia per il valore dei volumi sia soprattutto per la fama del professor Cipolla, docente di storia economica a Pavia, Pisa e in altre Università europee e americane (per oltre trent’anni all’Università di California), scomparso nell’autunno scorso. Autore di una trentina di volumi di storia economica, pubblicati in francese e in inglese prima che in italiano, Carlo Cipolla ha spaziato dalla storia demografica a quella monetaria, dall’agricoltura medievale alla moderna industrializzazione, dalla storia della medicina a quella della tecnologia. Conosciuto e letto da un pubblico insolitamente vasto ed eterogeneo, vincitore del Premio Balzan e candidato al Nobel, ha avuto il grande merito di non arrestarsi mai agli aspetti tecnici del tema ma di prendere l’avvio dai fatti monetari per meglio intendere il contenuto economico e sociale nel quale quei fatti si inserivano, come ricorda Giovanni Vigo, docente di storia economica alla facoltà di Economia di Pavia, che ha tracciato un profilo del professore in occasione del Premio Balzan. Il gusto per la chiarezza dell’esposizione, il rigore del ragionamento sono un altro tratto caratteristico di Carlo Cipolla, che ha sempre avuto una viva sensibilità per il lato umano della storia economica: “In polemica con quegli economisti che vorrebbero ridurre tutto a modelli matematici – dice Giovanni Vigo – egli sottolinea l’importanza decisiva, anche se non quantificabile, del fattore umano: spirito di iniziativa, vitalità di un ambiente culturale e sociale, gusto del fare che, in questi periodi, investono tutta una società; un salutare richiamo, il suo, contro gli eccessi della new economic history”. Per questo i suoi scritti risultano di piacevole lettura al grande pubblico, gratificato da Carlo Cipolla anche con due divertenti pamphlets, “Allegro ma non troppo” e “Tre storie extravaganti”, che dimostrano come l’economia sia tutt’altro che una scienza triste, come viene comunemente definita. Il rettore Renzo Dionigi, che ha avuto l’onore di godere dell’amicizia di Carlo Cipolla, ringrazia vivamente i familiari per il significativo gesto di donazione all’Ateneo dell’Insubria di parte della sua raccolta di opere. |
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