Nuovi primari: si riaprono le ostilità?

Rifà capolino la tensione tra Azienda e Università

Tensione tra i vertici dell’ospedale e dell’Università per le nomine di nuovi primari. L’ospedale vuole decidere in piena autonomia al pari dell’ateneo.

Il vulcanico direttore generale dell’azienda ospedaliera, Carlo Lucchina, e il più diplomatico, ma ugualmente saldo, rettore Renzo Dionigi agiscono in zone di influenza ben distinte, in realtà da anni gli "spazi" del nosocomio vengono lentamente erosi dall’istituzione accademica, come avviene in tutte le altre realtà nazionali ospedaliere.

Quando Varese era una colonia di Pavia l’avanzata dell’ateneo indispettiva parecchio perché, salvo alcune notevoli eccezioni, non era accompagnata da scelte di avanguardia. Con Dionigi rettore le cose sono cambiate,

Oggi i programmi e gli sforzi dell’ospedale sono di nuovo

Si dice che ci sia tensione dopo che il rettore ha appreso in un luogo non deputato la notizia della
possibile designazione di un primario ospedaliero.

Renzo Dionigi vorrebbe più informazione e concertazione

Domandina del cronista: perché mai in Italia gli ospedali e le Università, che vivono con i soldi della collettività , non devono essere trasparenti come una amministrazione comunale e quindi informare adeguatamente i cittadini anche sulle nomine? Esistono disposizioni contrarie o si ritiene pubblico l’esito di un concorso solo perché il suo esito appare su qualche gazzetta o nelle bacheche degli ospedali?

La democrazia è trasparenza, chiarezza e informazione piena, completa, veritiera. Che bello se nel nostro Paese si potesse apprendere dai mass media: " Abbiamo scelto questo primario per i seguenti motivi, questa è la classifica finale del concorso". Avallata magari da un magistrato.

Sogni, utopie forse, che però farebbero finire voci fantasiose, calunnie e magari anche spintarelle indebite o addirittura prevaricazioni.

Avendo molta considerazione e rispetto per i responsabili di Università  e azienda  ospedaliera ci attendiamo positivi confronti e i migliori risultati in ordine alle nomine, intanto diamo una notizia: se a Varese c’è il massimo impegno per fare lo squadrone, altre istituzioni della sanità provinciale non dormono e addirittura tentano di sottrarre medici di grande profilo al nostro ospedale.

Quattro i primari in procinto di lasciare, come avevamo comunicato tempo fa, e c’è la sostituzione del compianto professor Rimoldi a pneumologia, temporaneamente affidata al dott. Brunetta.

Cardiologia diventa universitaria: a Binaghi subentrerà Salerno che però deve risolvere il problema della sua contemporanea attività a Castellanza; e diventa pure accademica  neurochirurgia dove ci sono due ospedalieri di razza come Facchinetti e Scamoni mentre in Italia si fa fatica a trovare leader accademici perché c’è un’intera

E’ di influenza universitaria la nuova unità operativa di endocrinologia dove approda Bartalena che viene dalla grande scuola di Pisa; scontata la guida di Bono a neurologia e di Castelli a chirurgia vascolare.

Ospedalieri: Andrea Calvi, per anni cardine della chirurgia, forse sarà sostituito da Guffanti, molto stimato a Cittiglio; a nefrologia perdiamo un altro grande medico, Luigi Gastaldi: il reparto intero chiede

La seconda divisione di radiologia è di Neri, resta oncologia, di nuova istituzione, dove la logica e la squadra che vi lavora dicono Graziella Pinotti.

Ma siamo in Lombardia, gli scherzi da preti.. laici
non mancano mai. Si confida nella roccia Lucchina.

A conferma del livello della "campagna acquisti" del nostro ateneo c’è stata la nomina a ordinario di chirurgia del professor Andrea Sala, attuale primario a  cardiochirurgia, medico di grandissima professionalità, di vasta cultura e esemplare umanità, che in silenzio e valorizzando tutti i suoi collaboratori sta facendo uno splendido lavoro.

è cresciuta l’Università e con essa il servizio all’ospedale e alla comunità. di alto livello, in sintonia con quelli dell’Università, anche perché la politica non è riuscita a fare guasti come nel passato, però ci prova ancora e i primi grossi marosi arrivano contro la diga Lucchina. allo scopo di garantire la qualità delle decisioni. Una questione di metodo che presuppone ovviamente coesione, coerenza e il principio della reciprocità. generazione di alto profilo che se ne sta andando in pensione. continuità a tutti i livelli e ha offerto precise indicazioni, pare gradite anche a eminenti universitari,  perché si vorrebbe un nefrologo molto noto, bergamasco.

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Pubblicato il 03 Febbraio 2001
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