Alptransit, fallita l’offensiva del Comune
La Provincia smentisce qualunque accordo sul treno ad alta velocità. Ferrario scarica di nuovo Fumagalli
| Un clamoroso boomerang, un insuccesso pressoché totale: l’offensiva diplomatica, annunciata la scorsa settimana dal sindaco di Varese Aldo Fumagalli e volta a compattare lo schieramento che chiede il passaggio di Alptransit da Varese, ha sortito l’effetto contrario a quello sperato. La conferma la si è avuta ieri pomeriggio quando il presidente della Provincia Massimo Ferrario ha diffuso un gelido comunicato con il quale smentisce di aver sottoscritto qualunque accordo volto a sollecitare il prolungamento del traffico merci da Lugano verso Varese e la Malpensa. Ferrario aveva già disertato l’incontro col presidente della Sea Giorgio Fossa appositamente arrivato lunedì pomeriggio a Palazzo Estense. Si apre dunque uno scontro istituzionale tra i due maggiori enti del Varesotto, su un tema di grande rilevanza. Fumagalli, dopo aver incassato un primo no dalla Provincia e dalla Comunità Montana della Valceresio sul progetto Alptransit, era tornato alla carica annunciando prima una ritrovata convergenza d’intenti con Ferrario e quindi annunciando un incontro "pacificatore" per lunedì al quale, oltre a Ferrario avrebbe preso parte Fossa. Come detto, Ferrario non s’è fatto vedere e Fossa dal canto suo ha rilasciato all’uscita del faccia a faccia con Fumagalli dichiarazioni di circostanza, nel quale si mostra interessato a un collegamento ferroviario con Malpensa (e ci mancherebbe altro) ma sul "come" rimanda la palla agli enti territoriali. Oggi pomeriggio, infine, ecco la "botta" di Ferrario: il presidente della provincia ha fatto sapere di non aver sottoscritto alcun patto su Alptransit e di ritenere al contrario prioritario il collegamento tra Malpensa e la stazione di Gallarate. «Un’opera – sottolinea Ferrario – che la Provincia chiede da otto anni». |
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