Don Emilio Patriarca a Varese: ultime notizie dallo Zambia

Elezioni in violazione della costituzione, aids a livelli altissimi, scontri tribali sempre latenti: Don Emilio Patriarca, varesino e vescovo di Monze, racconta la sua diocesi. Con appuntamento al 25 aprile

E’ in Italia solo per alcuni giorni, accolto dall’affetto dei suoi amici varesini che hanno messo in piedi anche una associazione per sostenerlo nella sua opera di pastore di anime africane.  Don Emilio Patriarca passerà qualche giorno con i suoi concittadini pensando alla situazione che ha lasciato nel suo paese di adozione:"Ora in Zambia la situazione politica è calda: c’è il problema della terza legislazione del presidente della repubblica Chiluba, che per la costituzione sarebbe vietata. C’è però, da alcuni mesi a questa parte, un movimento, forse fomentato dal presidente, che chiede una modifica alla costituzione per permettere a Chiluba il terzo mandato. Molti nella società civile non sono d’accordo: la chiesa cattolica ha preso apertamente posizione, ma anche altre organizzazioni non governative, alcuni ministri e lo stesso vicepresidente si sono schierati contro questa prospettiva. Si tratta di un problema di giustizia, che sta prendendo una piega di lotta tra tribù: i Memba infatti sostengono il loro presidente e appoggiano l’ipotesi del suo terzo mandato. I tonga, invece, lo avversano".

Quella delle lotte tribali in Zambia è una situazione in qualche modo paragonabile a situazione più vicine a noi?
"No, si tratta di concetti e situazioni profondamente dissimili: quando parliamo di tribù parliamo proprio di popoli diversi, che parlano lingue diverse. Penso che non si possa paragonare la loro situazione alle differenze regionali di qui… forse a queste latitudini è più paragonabile alla situazione dell’ex Jugoslavia: ci possono essere anni di relativa calma, ma la lotta tra gruppi può scoppiare all’improvviso e molto facilmente. La questione scoppiata a Mazabuka proveniva da lontano, e probabilmente è diventata più critica anche a causa dei parroci precedenti. Ma la diatriba è scoppiata, per motivi relativamente piccoli come la lingua dei canti durante la messa, quando in parrocchia c’erano due preti bravi (di cui uno zambiano e uno di Besozzo, don Maurizio Canclini, n.d.r.)". Così mi sono sentito di scrivere quella lettera, di comunicare in un incontro il mio dispiacere e di esternare la mia decisione di ritirare i due preti dalla parrocchia. I  parrocchiani hanno compreso in fretta, hanno trovato un accordo tra loro e i preti sono tornati a lavorare lì, tra le ovazioni da stadio della gente"

L’impressione, dai suoi racconti, è che in Zambia la chiesa si "sporchi di più le mani" con le faccende del mondo, che in fondo "faccia politica" come non avviene in occidente….
"Lì siamo in un contesto dove la chiesa è voce di coloro che non possono parlare: perciò può e deve far valere i principi di giustizia e pace. La Chiesa non si sostiene un partito o l’altro, noi ci limitiamo a segnalare delle esigenze inderogabili di giustizia, come il dovere dello stato di occuparsi del problema sanitario dei suoi cittadini o il rispetto della Costituzione. D’altra parte, i concetti di giustizia, pace e politica, molto spesso viaggiano insieme. E in quel contesto la chiesa può fare un lavoro consapevole".

Il suo lavoro pastorale in Zambia risente dei legami con la diocesi di provenienza? "La diocesi di Milano collabora in due diocesi dello Zambia sia economicamente sia attraverso l’esperienza dei preti che sono lì. Nella diocesi di Monze ci sono quattro parrocchie rette da sacerdoti diocesani: quello che vorrò chiedere al cardinale sarà un ulteriore aiuto in questo senso. La maggior parte dei sacerdoti zambiani – e a giugno ne saranno ordinati ben nove, su un totale di 15 – sono di fresca ordinazione, non più di quattro anni. A fianco a loro c’è bisogno di preti maturi, con forte esperienza pastorale. Sacerdoti che accettino di condividere l’esperienza con i sacerdoti locali, per introdurre i giovani alla pastorale, per crearne uno stile. Stiamo inoltre attuando un programma pastorale, che porterà al centenario – nel 2005 – della evangelizzazione dello Zambia meridionale che si ispira a quelli del cardinal Martini, incentrato sull’eucaristia come luogo di incontro di una comunità e sulla missione".

Sentiamo tra le notizie di cronaca quelle che riguardano le decisioni sui farmaci per l’aids per l’Africa: com’è la situazione dalle sue parti?
"L’Aids in Zambia è un problema altissimo: l’incidenza della malattia è di circa un malato su ogni sei cittadini, un problema che ha grandi effetti sulla società. Gli insegnanti, per esempio, sono stati decimati: solo nel 2000 sono morti in 1300. E’ in atto un impegno per ottenere medicine anti aids a costo inferiore, e questo è importante, ma lì non mancano solo le medicine specifiche per l’Aids, mancano anche quelle più semplici: lì la situazione degli ospedali è drammatica. L’aids, per esempio, è una malattia che si sta diffondendo in maniera seriamente preoccupante, che aumenta la già enorme fila degli orfani,ma non è ancora quella che uccide di più: è la malaria ancora la prima causa di morte. Solo la settimana scorsa nel principale ospedale della mia diocesi sono morti di malaria 15 bambini"

Don Emilio Patriarca sarà tra i suoi vecchi concittadini mercoledì 25 aprile dalle 16.15 alle 22, in una giornata molto intensa di incontro che prevede innanzitutto un incontro dove don Emilio racconterà degli ultimi avvenimenti in Africa. Alle 18.30 ci sarà una messa celebrata anche dal vescovo di Monze, poi ci sarà un cena, offerta su prenotazione, dagli scout di Varese.

Per informazioni e sostegno: 
Associazione Amici di Mons. Emilio Patriarca
piazza Canonica 7 21100 Varese 
tel.0332.236019 – fax. 0332.236370
conto corrente Banca Popolare di Bergamo Credito Varesino n.57509 – cab 10801 – abi 5428 

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Pubblicato il 24 Aprile 2001
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