Rc auto, sarà guerra tra compagnie e assicurati?
L'indagine dell'Isvap su 24 imprese assicurative (84 per cento del mercato), sui premi assicurativi rc-auto svela aumenti non giustificati. In alcuni casi si va oltre il 30 per cento rispetto all'anno precedente
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Sono passati sette anni dalla liberalizzazione del settore assicurativo e nulla sembra essere cambiato. I dati dell’inchiesta sulle tariffe rc-auto, commissionata dal Ministero dell’Industria all’Isvap, (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo), parlano chiaro: aumenti e solo aumenti. Il Governo, circa un anno fa, prese un primo provvedimento per normalizzare la situazione, attuando il blocco tariffario per dodici mesi, misura terminata il 31 marzo scorso. Ora, finito il blocco ,si ricomincia. Il ministro dell’Industria, Enrico Letta, riunirà di nuovo intorno ad un tavolo tutti gli attori protagonisti per cercare di trovare una soluzione accettabile. Comunque non si torna indietro. L’indagine Isvap è solo l’inizio perché precede un obbligo previsto dalla nuova legge, la numero 52/2001, in base al quale le compagnie di assicurazione dovranno comunicare, entro il 10 aprile, all’Isvap e a al Cncu (Consiglio nazionale consumatori e utenti) i premi riferiti ai 9 profili tariffari principali, profili che saranno resi pubblici. I dati saranno comunicati su base provinciale. In questo modo i consumatori potranno scegliere il profilo desiderato al miglior costo e individuare i buoni e i cattivi che operano nel settore assicurativo. Determinante sarà dunque il ruolo punitivo dei consumatori Nel frattempo che cosa possono fare i consumatori? Il ministro Letta ha indicato una prima arma di difesa: "la disdetta". Infatti la nuova legge consente di disdire la polizza seduta stante, con lettera raccomandata o fax, anche all’ultimo momento, nei confronti di quelle assicurazioni che hanno presentato aumenti rispetto al tasso d’inflazione programmato (1,7 per cento per il 2001), ed entro trenta giorni dalla scadenza del contratto, nel caso di compagnie assicurative che non hanno aumentato la tariffa oltre il tasso d’inflazione. Nel caso in cui sia la compagnia a dare disdetta, l’assicurato ha il diritto di ripresentarsi allo stesso assicuratore il quale è obbligato ad accettare la proposta assicurativa in base alla tariffa vigente. La violazione di tale obbligo è sanzionata dall’Isvap. L’assicurato, qualora reputi invece più conveniente cambiare compagnia, ha diritto al rilascio da parte del vecchio assicuratore dell’attestato di rischio che gli consente di conservare la classe di merito maturata. Anche il mancato rilascio dell’attestato sarà sanzionato. L’Ania (Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici) parla di "informazione fuorviante", perché nell’indagine si farebbe riferimento a percentuali di aumento che, anche se più elevate, potrebbero portare a prezzi più bassi e viceversa, in relazione al livello del premio di partenza. Inoltre, sempre secondo l’associazione, i dati sarebbero riferiti solo a casi astratti e terrebbero conto solo di alcuni elementi di personalizzazione. Invece, molti altri elementi trascurati nell’indagine, potrebbero portare concretamente a differenze di prezzo e a risparmi anche rilevanti, rispetto ai premi teorici di riferimento riportati nelle tabelle pubblicate. |
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