“Al lavoro sicuri”, l’appello unitario di Cgil, Cisl e Uil

Un'ora di sciopero e un presidio in piazza Monte Grappa.La questione infortuni ricompatta il sindacato dopo lo scisma dei metalmeccanici

"Basta morti sul lavoro!". Cgil, cisl e Uil ritornano sotto la casa comune della sicurezza, dopo lo scisma dei metalmeccanici. Un’ora di sciopero e un presidio di due ore, dalle 10 alle 12,  in piazza Monte Grappa è previsto per martedì 10 luglio. Per  fine settembre invece ci sarà la convocazione unitaria di tutti i direttivi delle categorie e dei rappresentanti dei lavoratori  per la sicurezza (Rls) di Cgil, Cil e Uil, che, in  provincia, sono  circa 3000, di cui 2500 hanno gia fatto la formazione, mentre sono 8 gli organismi paritetici.
 

Nella riunione autunnale si darà l’avvio ad una vertenza territoriale sulla prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro, che toccherà i punti nodali della questione: rilancio del ruolo degli organismi paritetici territoriali; confronto in tutte le aziende sulla formazione ed informazione dei lavoratori; rendere esigibile, per i Rls, il documento di valutazione dei rischi; programmazione di almeno un’ora annua d’assemblea sul tema della sicurezza anche in forma congiunta (presenza del Servizio di Prevenzione Aziendale); definire una regolamentazione del rapporto tra Rls del committente e Rls dell’azienda appaltante, al fine di ottenere lo scambio informativo e il coordinamento tra i due soggetti; prevedere l’esigibilità da parte del Rls, in quanto espressione di un ruolo di rappresentanza e non tecnico, di avvalersi nell’ambito di confronti aziendali di un sostegno tecnico con competenze specifiche.

l dipartimento sicurezza e ambiente di Cgil , Cisl e Uil scende in piazza compatto, consapevole che la questione infortuni non ammette deroghe e soprattutto non tollera spaccature. L’infortunio sul lavoro è trasversale, non colpisce un solo settore: cinque morti in sei mesi, cinque giovani appartenenti a settori diversi, dall’edile al chimico, dal trasporto al tessile. Inoltre, fanno sapere i responsabili delle organizzazioni sindacali, sono in aumento gli infortuni gravi e si allarga il fronte delle malattie professionali. 
«Questa situazione – affermano Renato Franchi e Umberto Colombo della Cgil – richiede un salto di qualità operativo. E’ necessario, per coltivare la cultura della sicurezza, che le Rls parlino tra loro, occorre conoscere i loro bisogni e aiutarli a muoversi negli ambienti di lavoro. Occorre incentivare il confronto tra categorie  e tra i diversi settori per avere le giuste informazioni da trasferire poi nella fase contrattuale aziendale. Ogni categoria deve chiedere gli investimenti per la prevenzione non in alternativa a qualcosa d’altro ma in aggiunta. Occorre poi rendere effettivo il confronto con gli organi e gli enti ispettivi, l’Asl e istituire una banca dati aggiornata e consultabile in tempo reale».

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Pubblicato il 08 Luglio 2001
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