L’ex Bernardino Luini di Saronno tornerà ad essere una scuola. Ecco com’è oggi all’interno
Sopralluogo nell'ex scuola dietro la stazione recentemente acquistata da Saronno Città dei Beni Comuni di Beppe Gorla. L'edificio è destinato ad ospitare i corsi della Fondazione Daimon
Questa mattina nella vecchia scuola Bernardino Luini i piccioni che al momento la abitano hanno visto la loro quiete disturbata da un insolito via vai di persone. Beppe Gorla (proprietario con la società Saronno Città dei Beni Comuni dell’area ex Isotta Fraschini) che ha recentemente acquistato l’edificio da Ferrovie Nord, e i professionisti che si stanno occupando del progetto di recupero, hanno infatti aperto le porte dell’edificio ai giornalisti, per mostrare lo stato dell’ex scuola e illustrare a grandi linee l’intervento per riportarla in vita.
Tracce di antica bellezza
Lo spettacolo all’interno è desolante: se fuori gli interventi di mantenimento al tetto e alle facciate fatti una decina di anni fa lasciano immaginare un edificio abbandonato sì, ma in condizioni accettabili, dentro emergono in tutta evidenza i danni che il trempo, l’abbandono e l’incuria hanno causato alla vecchia scuola. Pavimenti dissestati e coperti di guano e piume di piccione, muri spaccati e soffitti retti dai puntelli in ferro, cumuli di detriti e immondizia. In alcune zone si vedono i resti di bivacchi abusivi, casette per una colonia di gatti, bottiglie abbandonate.
Ci vuole uno sforzo visionario per immaginare il ritorno all’antica bellezza di questa struttura, in abbandono dal 1989, dopo essere stato prima edificio residenziale per i dirigenti del vicino complesso industriale dell’ex Isotta Fraschini, poi mensa per i ferrovieri e infine scuola elementare.

La visione di Cino Zucchi
Eppure Cino Zucchi, l’architetto incaricato di progettare la rinascita dell’ex Isotta Fraschini, quella visione ce l’ha ed è riuscito a trasmetterla anche a Beppe Gorla, che ha acquistato l’ex scuola per un milione e 300mila euro. «Io sarei stato per abbattere e ricostruire ma Cino Zucchi che è un romanticone ha detto no, bisogna rimetterla a posto. E così faremo».
Insieme a Beppe Gorla, questa mattina a rappresentare lo studio Cza di Cino Zucchi Vinicio Diani. Insieme a loro Ambrogio Peverelli, Giacomo Paleardi e David Serenella della Fondazione Daimon a cui è destinato l’edificio, e Otello Fusetti e Maurizio Casella di Ferrovie Nord a garantire la sicurezza del sopralluogo.
Beppe Gorla ha illustrato le idee base del progetto: al piano terreno la zona della palestra (un’aggiunta successiva alla costruzione originaria) verrà demolita per lasciare spazio ad un passaggio aperto e pubblico verso il parco dell’ex Isotta Fraschini.

Aule e laboratori per la Fondazione Daimon
Nei restanti 1.100 metri quadri di superficie dell’edificio verranno ricavate aule e laboratori. Si vorrebbe destinare a spazio didattico anche il piano interrato, per soddisfare le esigenze di aule della Fondazione Daimon (8 aule e 3 laboratori), dal momento «che l’intervento di ristrutturazione del tetto, ha spiegato Beppe Gorla, ha “rubato” una manciata di centimetri indispensabili per ricavare le aule nel sottotetto».
Il progetto è praticamente pronto, ora si guarda ai tempi di realizzazione, fortemente condizionati dal percorso che sarà definito dall’Amministrazione comunale. «Le strade sono due – ha detto Gorla – Quella più veloce passa dal riconoscimento della “pubblica utilità” per il recupero di questa struttura che sarà una scuola. L’altra strada, quella ordinaria, richiederebbe credo non meno di due anni solo per per poter partire con i lavori. E’ una scelta politica». L’auspicio di Gorla e della Fondazione Daimon è che si riesca a percorerre la strada più rapida, così da poter consentire alla Fondazione di avviare al più presto l’iter per l’avvio dei corsi.
Per quanto riguarda i costi per il recupero dell’ex Bernardino Luini, si parla di una cifra tra i 6 gli 8 milioni di euro.

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