“Cristo si è fermato alle Grotte di Valganna”
Alberghi pieni, posti letto esauriti: Varese non può permettersi di diventare provincia turistica per mancanza di strutture. Sarà vero? Le valli a nord del capoluogo protestano: agonizziamo per mancanza di clienti
| "Da anni sento parlare di sinergie, di collaborazioni per fare. Poi nulla si muove e noi lottiamo per sopravvivere." Non usa giri di parole Giambruno Zarini, titolare dell’Hotel Pegaso a Marchirolo: "Gli alberghi sono pieni? Ma dove? Dalle nostre parti passiamo giorni senza vedere un cliente. La nostra attività si concentra nei week end" Le polemiche sulle difficoltà di trasformare Varese in città turistica per la mancanza di strutture recettive lo fanno arrabbiare: "Tutto è concentrato dal capoluogo in giù. Le manifestazioni, i collegamenti, la promozione vede la città regina, ma nell’alta provincia è notte fonda. Da quattro anni mi batto per promuovere queste valli, ma pare che non interessi a nessuno." Così negli ultimi anni, le strutture alberghiere del nord della provincia stanno scomparendo progressivamente: l’hotel Socrate a Ponte Tresa, il piccolo Lago di Ghirla, l’albergo Marchirolo. Posti letto ne rimangono ormai pochi, nonostante le bellezze dei posti. "Noi facciamo tutto quello che è nelle nostre competenze – replica l’assessore provinciale al turismo Cristina Scolari – partecipiamo ad una decina di fiere del turismo all’anno invitando tutti gli albergatori ad aderire o ad inviarci materiale informativo. Noi oltre non possiamo andare. Avevamo chiesto agli albergatori di fornirci dei pacchetti da vendere all’estero, ma ci hanno fatto molte obiezioni. Il nostro compito è quello di fornir loro un’occasione per farsi conoscere e mi sembra che le opportunità siano di tutto rispetto." Iniziative, quelle della Provincia, che il signor Zarini boccia senza indugio: "Queste fiere si rivelano spesso scampagnate dove si presenta gente non qualificata, che sa parlare solo l’italiano e si limita a consegnare depliant dei vari hotel: manca un’azione concertata di rilancio delle nostre valli e di promozione delle strutture presenti nell’alto varesotto." Sul banco degli imputati, per Zarini e il suo collaboratore Claudio Virgilio, non c’è solo Villa Recalcati: "Anche la Comunità Montana ha le sue responsabilità: non c’è promozione e non si incentiva l’organizzazione di eventi, culturali, artistici o sportivi, che possano attirare clienti italiani e stranieri. In questi quattro anni, ho creduto nelle iniziative promozionali collettive, poi ho dovuto ammettere che facendo da soli si ottengono molti più risultati. Agire così disuniti, però, porta ad una dispersione di energie con benefici limitati perché solo avviando un discorso di recupero globale di queste vallate, con attrattive diurne e serali, con la creazione di itinerari turistici, con la segnalazione adeguata dei siti più prestigiosi si potrà creare un movimento turistico considerevole." Ciò che manca è l’informazione. "I turisti che arrivano nel week end trovano chiuso l’ufficio dell’Apt e il punto informazione è situato nel centro di Varese dove il parcheggio è un problema quasi insormontabile. Ci vorrebbe anche un ufficio decentrato." Ma c’è un altro ostacolo che tormenta Zarini: il valico di Ponte Tresa "Tutte le mie speranze sono affidate al valico del Madonnone. Io spero che spostino quella frontiera che oggi crea intasamenti e incolonnamenti che scoraggiano i turisti. Non avete idea di quante prenotazioni ho perso a causa degli incolonnamenti, perché i turisti che arrivano e vedono le code tirano dritto per Chiasso ricadendo sul comasco." Una lotta disperata, quindi? "io non mi do per vinto – assicura Zarini – io sono nato qui, adoro queste valli e mi batterò finchè avrò le forze. Non chiediamo la luna, ci accontentiamo del turismo di passaggio, quello dei due o tre giorni: ma si deve creare un circuito serio." E per realizzarlo Gianbruno ritenta con le "sinergie": ha aderito al neonato Consorzio Valganna e Valmarchirolo. Sarà la volta buona?….. |
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