Il preside Fumagalli lascia il Magistrale
Andrà a dirigere il Liceo classico Cairoli. Si conclude così il lungo braccio di ferro con docenti e studenti
| Aldo Fumagalli lascia. Il preside dell’istituto Manzoni ha infatti ottenuto il trasferimento al liceo classico "Cairoli" di Varese. Finisce così, a cinque mesi di distanza dall’occupazione dell’istituto magistrale di Varese, il lungo braccio di ferro che ha opposto genitori e maggioranza degli insegnanti da un lato e preside dall’altro. Il trasferimento, va detto, non dovrebbe avere nessuna relazione con i fatti di febbraio. Tuttavia, cade a fagiolo, in una situazione che a questo punto dovrebbe accontentare proprio tutti. I docenti vengono sgravati da un conflitto aperto con il dirigente scolastico che avevano sollevato con forza dopo l’occupazione dei ragazzi. Il Professor Fumagalli (che è anche sindaco) ottiene invece una carica a lui gradita e per cui aveva i titoli. Per la cronaca, al posto di Aldo Fumagalli, arriverà il professor Vincenzo Baratucci, 55 anni, preside fino a ieri delle scuole medie Righi di Varese. Fumagalli prenderà invece il posto, al "Cairoli", di Michele Mastrovalerio, 64 anni, che passerà a dirigere la "Giuseppe Terragni" di Olgiate Comasco. La girandola di presidi dovrebbe definitivamente rasserenare una situazione che al "Manzoni", in febbraio, si era fatta davvero rovente. L’occupazione iniziava il 23, ufficialmente per protestare contro l’introduzione di un nuovo orario sfavorevole ai ragazzi. ma dopo qualche giorno si intuiva che il carattere della protesta era marcatamente segnato da una insofferenza verso il dirigente scolastico. Era un tentativo di entrare nella scuola con alcuni agenti municipali della scorta personale a sollevare le critiche anche dei genitori e a radicalizzare lo scontro. Nel giro di qualche giorno, un’assemblea di genitori autoconvocatisi chiedeva al dirigente di stabilire un dialogo o di farsi da parte. Un documento stilato dai tre quarti del corpo docente marcava ancora di più le distanze dall’operato del professor Fumagalli, a cui veniva rimproverata mancanza di stima nei confronti dei professori e gestione autoritaria dell’istituto. Il dirigente si difendeva respingendo le accuse di autoritarismo e sottolineando la volontà di alcune componenti di arrivare allo scontro. Ma le dimissioni del vicepreside, la visita del presidente della provincia Ferrario, la mediazione del provveditore agli studi, il montare delle polemiche, lo schierarsi dalla parte dei ragazzi della maggior parte dei professori, facevano prendere atto, al di là del merito delle divergenze, della difficoltà di una permanenza del dirigente scolastico. A riprova del clima teso, ancora a mesi distanza, ecco spuntare un esposto alla magistratura, presentato il 4 luglio e firmato da 23 genitori e 26 docenti, in cui si chiedeva di chiarire l’episodio della mattina del 26 febbraio, in cui vigili urbani in borghese al seguito del sindaco e ragazzi ebbero qualche scaramuccia all’ingresso dell’istituto. Un altro gesto contro il dirigente scolastico che voleva probabilmente ottenerne l’allontanamento. |
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