Il Castoro europeo è tornato sul Ticino
I quattro parchi dell’area Mab Unesco avvieranno azioni congiunte di monitoraggio. La specie, "ingegnere della natura" è stata avvistata in diverse zone del fiume
Tracce e avvistamenti confermano la presenza del Castoro europeo lungo le sponde del fiume Ticino. A conferma di questo storico ritorno, i quattro Parchi che compongono l’area MAB UNESCO “Ticino, Val Grande, Verbano” hanno deciso di siglare un accordo per avviare azioni congiunte di monitoraggio e studio della specie. ( foto del fotografo Roberto Pegolo)
Dopo il primo esemplare rinvenuto nel dicembre 2024 a Castelletto di Cuggiono, recenti segnalazioni e il ritrovamento di tracce inconfondibili come le tipiche rosicchiature sui tronchi, confermano che l’habitat del Ticino è idoneo per la vita e la riproduzione di questa specie.
“L’avvio di questo studio rappresenta un passo fondamentale per conoscere e gestire la presenza del castoro nel nostro territorio – spiega il Presidente del Parco del Ticino, Ismaele Rognoni – È un impegno concreto per una coesistenza armoniosa tra natura e attività umane”.
Saranno molto utili per il monitoraggio le segnalazioni di canoisti e pescatori; quindi l’invito è a comunicare al Parco eventuali avvistamenti.

Il castoro, già stabilmente presente in Svizzera, è considerato un “ingegnere della natura”. Nei Paesi europei dove i castori sono presenti è stato osservato che, in alcuni casi, la loro azione ha contribuito a ridurre i rischi idraulici e l’intensità delle piene lungo i fiumi. Può quindi rivelarsi un ottimo alleato nel recupero di habitat fluviali.
“I Guardiaparco e i volontari del Parco del Ticino sono già operativi sul campo per mappare la presenza del castoro con l’obiettivo di approfondire la conoscenza scientifica della popolazione e garantirne la tutela – aggiunge Francesca Monno-, consigliere del Parco del Ticino- Con questo accordo, ci poniamo l’obiettivo di documentare come questo ‘ingegnere naturale’ stia rimodellando gli ecosistemi locali“.
È un roditore ma attenzione a non confonderlo con la nutria: il castoro è sensibilmente più grande ed è caratterizzato dalla tipica coda piatta e scagliosa. Esclusivamente erbivoro, possiede una caratteristica curiosa: denti di colore arancione. Questa colorazione è dovuta all’alta concentrazione di ferro, che rende lo smalto estremamente resistente e adatto a rosicchiare tronchi e cortecce.
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