“A proposito dei rischi dell’aeroporto di Malpensa”

Legambiente: Fossa vuole la terza pista per la sicurezza? Inaccettabile

Riceviamo e pubblichiamo

L ‘ennesimo incidente, verificatosi alla vigilia di ferragosto (rischio di collisione dovuto ad una manovra contromano) ha riproposto all’attenzione nazionale il problema della sicurezza nell’aeroporto di Malpensa. E’ accaduto, ironia del caso, all’indomani delle dichiarazioni (troppo) ottimistiche del presidente della SEA Fossa, alla vigilia della agognata privatizzazione. Viceversa, ha dichiarato il comandante del velivolo che ha dovuto precipitosamente frenare in fase di decollo: "Questo aeroporto ci fa impazzire…oggi, un aeroporto non si costruisce con questi criteri…".

Ecco allora che, subito, si alzano voci, a dir poco interessate, che indicano quale soluzione ottimale una terza pista, senza però che questo comporti un aumento del traffico aereo…Ma perché stupirsi? Non c’è nulla di nuovo in un simile comportamento: Malpensa è cresciuta così, a colpi di .. idee, improvvisazioni… e non di programmi ragionati e valutati. Sintetizziamone la storia: nel 1983/84, a Malpensa transitano non più di 2-3 milioni di passeggeri/anno. Nel 1986 viene approvato il potenziamento , fino a 12 milioni/pass. Il progetto non è corredato di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA): allora non era ancora in vigore la normativa europea, che risale al 1988/89.Ma, in corso d’opera, il progetto cambia: la Padania ha bisogno di un grande eaeroporto : si decide di chiudere l’aeroporto di Linate e a Malpensa viene dirottato un traffico di18 milioni di passeggeri. Ora l’obbligo redigere la VA c’è, ma SEA non la redige. Sostiene che non si è in presenza di modifche progettuali: le piste, sostiene, sono sempre le due autorizzate. Il ministro dei Trasporti Burlando è d’accordo, tant’è che autorizza il trasferimento dei voli da Linate (ottobre 1997) Il provvedimento è tuttavia, parzialmente , bloccato dal commissario europeo Kinnoch. Interviene allora il Ministro per l’Ambiente Ronchi: pretende che sia fatta la VIA (luglio 1998). SEA si adegua; presenta la VIA (redatta in tre mesi!); questa viene bocciata dai ministri Ronchi e Melandri. Il presidente del consiglio, D’Alema, tenta di salvare capra e cavoli: concede il nulla osta, purché si adottino opportune azioni di mitigazione ambientale, mirate soprattutto a contenere il rumore, meglio, a "spalmarlo equamente" su tutta l’area circostante. Viceversa andrebbero fatte sgomberare almeno 1000 persone residenti. Le procedure di mitigazione ambientale, tuttavia, limitano e intralciano l’operatività dell’aeroporto (vedi il rapporto della commissione Cranfield, inviata dal commissario europeo De Palacio – luglio 2000). Ma SEA non sembra gran che preoccupata, Così pure il ministro Bersani, che ( marzo 2001) dà l’ok definitivo assicurando la collega De Palacio. Siamo cosi arrivati al traffico attuale.:24 milioni di passeggeri/anno, con una media di 700 voli giornalieri (900 nei giorni di punta), a fronte dei 400 (e delle due piste)autorizzati nel 1986. Basta fare la terza pista, propone il presidente Fossa!! Giusto per ragioni di sicurezza e per mitigare l’impatto ambientale (ma non era stato assicurato che così è già?): Peccato che prima di progettare la terza pista (di assai difficile esecuzione, a meno che non si spostino altri 1000 residenti..) Fossa stia per iniziare la costruzione di nuovi edifici aeroportuali (3°satellite) con lo scopo dichiarato di portare la potenzialità di Malpensa a 40 (quaranta) milioni di passeggeri/anno. Naturalmente anche questa volta senza aver redatto lo studio di Valutazione di Impatto Ambientale!! E poi ci si meraviglia se le cose funzionano (?!) così. Nel frattempo 50.000 persone sopportano un livello di inquinamento acustico (e atmosferico) che SEA (controllore controllato) sostiene del tutto accettabile; le proteste e le rivendicazioni di 80 Sindaci, lombardi e piemontesi, che rappresentano il disagio e la rabbia di oltre 300.000 abitanti, sono sistematicamente ignorate; i richiami degli ambientalisti alla salute delle popolazioni e alla tutela del territorio (siamo nel bel mezzo del Parco naturale del fiume Ticino) restano senza risposta…Dobbiamo anche qui aspettare che ci scappi il morto? Usque tandem, presidente Fossa…?

Emilio Magni
Coordinamento circoli LEGAMBIENTE comprensorio Malpensa

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Pubblicato il 17 Agosto 2001
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