In trincea, all’ufficio stranieri

Aumenta il numero degli stranieri nel nostro paese. Permessi di soggiorno, istanze d garanzia, richieste d'asilo, ma anche decreti d'espulsione e allontanamenti coatti gravano su 18 uomini

Varese sempre più terra d’immigrati. La conferma viene dall’Ufficio Stranieri della questura dove ogni giorno si lavora in emergenza : "Siamo in 18 e dobbiamo far fronte quotidianamente ad almeno 100 domande" afferma Rossana Bozzi, dirigente dell’Ufficio. Dal 1996 ad oggi le richieste di permesso si sono in pratica decuplicate: dai 1423 permessi rilasciati nel ’96, si è passati ai 1800 dell’anno successivo ai 1400 nel ’98, una diminuzione spiegabile con la sanatoria, ai 4000 del ’99 ai 7500 del 2000 ai 4200 del primo semestre di quest’anno.
"Attualmente in provincia vivono 15.000 extracomunitari regolari – afferma la dottoressa Bozzi – e si prevede un trend in crescita visto che, una volta sistemati, ci sono i ricongiungimenti familiari." 
Ad ingrossare le fila degli stranieri in coda alla questura ci sono inoltre i richiedenti su garanzia e quelli invitati per questioni di lavoro. "Poi c’è Malpensa che, da sola, basterebbe ad occupare un intero ufficio" rivela la dirigente. Lo scalo della brughiera, dalla sua apertura in grande stile, è diventato una meta per quanti scappano da guerre e tragedie: 

" È in vistosa crescita anche il numero di richiedenti asilo che sbarcano all’aeroporto. Chiaramente vengono portati in questura per gli accertamenti di rito e per avviare le pratiche di riconoscimento dello status di rifugiato." La procedura è abbastanza complicata perchè richiede, oltre alle indagini di rito, anche una complessa organizzazione logistica: "Quanti sbarcano a Malpensa spesso non conoscono la nostra lingua e , a volte, nemmeno l’inglese. Ci siamo dovuti attrezzare con mediatori culturali per avere le informazioni di base e per fornire loro le prime fondamentali conoscenze. Ci siamo dovuti anche attrezzare con alcuni alberghi della provincia, in particolare con due, per offrir loro un tetto, visto che in provincia non esistono comunità alloggio dove ospitarli in attesa dei colloqui a Roma con la commissione. Ultimamente è stata avviata un’esperienza di alloggio da parte di volontari ma l’offerta è limitata rispetto alla richiesta."
Insomma, una mole di lavoro non indifferente a cui si aggiungono gli accompagnamenti coatti, che per legge possono essere effettuati solo dalla polizia: "Dall’inizio dell’anno abbiamo già effettuato 60 allontanamenti. Per non parlare dei decreti di espulsione che nel primo semestre di quest’anno sono stati 560, contro gli 805 del 2000 e i 525 del ’99." Destinatari del decreto di espulsione sono soprattutto albanesi, l’etnia più rappresenta numericamente in coda all’ufficio stranieri, ma anche marocchini e algerini.
Se tutto andrà per il verso giusto, l’ufficio stranieri dovrebbe a breve migliorare la sua efficienza e la sua ‘ospitalità’ : è infatti previsto un ampliamento degli uffici, cosa che permetterà di snellire le lunghe ed estenuanti attese degli stranieri all’esterno della questura. Sempre che contemporaneamente non si dilatino anche le fila dei richiedenti. 

 

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Pubblicato il 16 Agosto 2001
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