A Natale “aggiungi un posto a tavola”
Le famiglie tradatesi si preparano ad accogliere i bambini da Chernobyl per quello che non vuole essere solo un “appuntamento”
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Riceviamo e pubblichiamo A Natale “aggiungi un posto a tavola”: parlare di Natale all’inizio di settembre sembrerà prematuro, ma è in moto da agosto la macchina burocratica, con il suo fardello di visti, rilasci e documenti, per il decollo dell’operazione Chernobyl-Natale che il sottocomitato Aubam di Tradate sta conducendo autonomamente con determinazione e impegno. Dei 70 bambini che hanno goduto a luglio il caldo sole della nostra terra lombrarda, 18 vi faranno ritorno nel prossimo inverno per ridare al proprio fisico quella marcia in più di benessere a sostegno della loro precaria salute. Diciotto famiglie sono pronte ad accoglierli nel calore della loro ospitale presenza, attente in questa singolare esperienza non solo all’aspetto materiale, che pure è molto importante, ma anche a quello educativo, psicologico e affettivo. È sicuramente faticoso cogliere le differenze per valorizzare, ma è l’unica strada che permette un rapporto autentico tra i bambini e gli ospitanti ai fini di un reciproco arricchimento. In tutto questo “percorso” familiare c’è anche un po’ l’anima delle istituzioni: alla guida del sopracitato sottocomitato, che ha sede operante nel comune di Gornate Olona, c’è infatti da tempo una specie di nobile gara “al meglio” e “al di più” tra il presidente Rolando Squizzato, i suoi collaboratori e il sindaco Vito Bagnolati. Cuore grande e volontà rafforzano le motivazioni di fondo che chiamano i più fortunati ad essere fratelli con i più deboli e i più svantaggiati. È questo “filo rosso” che costruisce l’ambiente in cui i piccoli di Chernobyl si sentono davvero inseriti: è il desiderio di condividere in pienezza la gioia di molti momenti che ha sostenuto, ad esempio, il successo del festoso ritrovo d’addio a fine luglio nel parco di Gornate Olona. Ci auguriamo che la testimonianza di chi apre da tempo porta e cuore a questi bambini e l’esempio di chi profonde energie per l’organizzazione, tocchi la sensibilità di tante altre famiglie (e di altri collaboratori?), diventi stimolo affinchè l’accoglienza e la solidarietà siano non l’eccezione, il fatto straordinario di un’estate o di un inverno, m ala dimensione “normale” di chi, grazie a Dio, è in grado di poter dare il suo aiuto. Clerici Franca Per informazioni: |
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