Biglietti FNM, aumenti fino al sei per cento

La decisione deve essere approvata a breve dal consiglio regionale: gli aumenti riguarderanno tutti i trasporti pubblici regionali; i sindaci della zona preoccupati che i cittadini dirottino sempre più verso l’auto privata

Non è proprio una bella sorpresa quella che accoglie i pendolari delle Ferrovie Nord Milano al rientro delle vacanze estive: per l’inizio del 2002 è infatti molto probabile l’aumento dei prezzi dei biglietti del 6%. Questo rincaro riguarda tutti i trasporti pubblici della Regione e la società ferroviaria della zona, gestita appunto dalla regione, rincarerà i propri prezzi per coprire l’adeguamento dei costi di esercizio, tra cui il nuovo contratto dei ferrovieri. Per le Fnm l’aumento previsto non è così esiguo, se si conta che in un anno vi sono quasi 50 milioni di passeggeri su oltre 168 mila treni: ad esempio nella tratta che porta da Saronno a Milano il 6 per cento sull’attuale costo farà lievitare così il biglietto dalle attuali 7.800 lire alle future 8.300 lire, mentre l’abbonamento toccherà le 66 mila lire.

Non è ancora definitivo: per ora la giunta regionale ha approvato l’adeguamento dei prezzi e adesso la decisione sarà portata in consiglio regionale per l’approvazione definitiva, per la quale comunque non ci dovrebbero essere problemi. Per il servizio ferroviario regionale si tratta di un’operazione che dovrebbe dare un po’ di respiro e aiutare a migliorare l’offerta del servizio agli utenti. Secondo l’assessore regionale ai trasporti Massimo Corsaro l’aumento in questione è alquanto contenuto: "I prezzi dei biglietti sono fermi dal ’98; l’aumento è più che giustificato, perchè consentirà alle aziende che erogano il servizio di coprire l’aumento dei costi, compreso quello prodotto dal nuovo contratto dal nuovo contratto degli autoferrotranvieri". Molte negli ultimi periodi le polemiche dei costanti ritardi della linea ferroviaria, mentre i passeggeri si lamentano della scarsa pulizia delle carrozze e dell’eccessivo sovraffollamento. Dati che emergono chiari da un sondaggio effettuato dall’azienda Datamedia rivela infatti che solo un intervistato su quattro è soddisfatto del servizio.

L’insoddisfazione generale, unita al rincaro che molto presto colpirà i pendolari, non può far altro essere piuttosto preoccupante per la viabilità: molti sindaci della zona si sono trovati d’accordo con Filt-Cgil sul fatto che questa scelta spingerà sempre più i cittadini a rinunciare al mezzo ferroviario per prediligere l’auto di casa, considerandola meno dispendiosa. Tutto ciò pone l’attenzione su un altro problema che si rivela sempre più all’attenzione di tutta la provincia di Varese e di Milano: la viabilità automobilistica, le cui code, specialmente sulla statale varesina, negli orari di punta, sono davvero interminabili. Un rincorrersi di problemi che rischia di diventare un vero tunnel senza uscita.

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Pubblicato il 10 Settembre 2001
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