Professionisti della droga nella rete

Stroncato un intero mercato di spacciatori e consumatori di cocaina. E tra i complici sbuca un ergastolano in permesso premio

Il mercato della droga come scelta di vita e, dietro, un mondo di spacciatori di professione, corrieri improvvisati, consumatori ergastolani a piede libero. C’era un po’ di tutto nel microcosmo di droga e criminalità stroncato da un’operazione della Procura di Busto e della Polizia di stato. 
La storia inizia in un appartamento di Gallarate, in via Curtatone. Due conviventi, Francesco Sergi di 38 anni e Marinella Geroldi di 45, gestiscono una piccola corte dei miracoli degli stupefacenti. Marinella resta a casa e aspetta la roba per trattarla come solo lei sa fare. Due "fattorini" vanno ogni giorno ad acquistare la materia prima: il suo uomo, Francesco Sergi, e poi un complice, Antonio Riccioli di 51 anni. Partono in auto, la mattina presto, e vanno a fare compere a Legnano e Milano. Il terzetto di Gallarate é in affari da tempo, conosce il giro, e conosce soprattutto due piccoli boss con la bocca chiusa quanto basta. 
A Legnano l’appuntamento é in una piazza; sulla sua Golf fiammante a mettere a posto le cose ci pensa un albanese, Ilir Aliu, 27 anni, detto Libero, di nome e di fatto. A Milano si va invece a casa di Vincenzo Quintuplo detto Michele, 46 anni. 
I due fanno passare fiumi di cocaina. Vere e proprie ondate che Sergi e Riccioli pagano e riportano subito a Gallarate da Marinella. In via Curtatone, quest’ultima fa il miracolo: con sostanze da taglio e altre alchimie raddoppia e triplica il peso della cocaina. Il guadagno si alza, il prezzo di 150mila lire al chilo é sempre quello, ma i grammi, tra le mani di Marinella, diventano etti. E a passare da casa c’è una processione di personaggi, figli orfani della stazione ferroviaria, oggi off limits per la guardia armata di "madama" e "caramba". Arrivano così acquirenti minori: Stefano Cetraro 29 anni di Caronno Varesino, Daniele Sacchetto 31 anni di Castelseprio. Ma agli inquirenti non bastano. 
Il Pm Tiziano Masini e il commissariato di Gallarate diretto dal dottor Giovanni Broggini pedinano, spiano, intercettano telefonate. E raccolgono montagne di prove. Alcuni episodi sfiorano il ridicolo. Sul palcoscenico di quella corte dei miracoli si fanno vivi due ragazzi che hanno preso un ovulo di cocaina targato Sudamerica. Lo vanno a prendere chissà dove e poi lo assaggiano per vedere di che roba si tratta. Non si fermano nemmeno di fronte alla ripugnante scena dell’ovale coperto di feci, anzi sospettano quasi che sia stato sporcato per camuffarlo da merce colombiana sbarcata a Malpensa. Finiscono anche loro nella rete i nostri due ragazzi sospettosi: Maurizio Ferri 27 anni di Gallarate e Sara Gianmarino 22 anni di Cavaria con Premezzo. Ma loro sono ragazzini, ed ecco che a questo punto della storia sbuca anche l’ergastolano: Gianni Geroldi, 56 anni. 
E’ il fratello di Marinella, la maga della sofisticazione, ma soprattutto se ne sta ai Miogni di Varese dal 1977 per una brutta storia: il rapimento e l’omicidio di Cristina Mazzotti, la figlia di un imprenditore buttata nella discarica di Gerenzano, a metà degli anni Settanta. I benefici di legge gli consentono di uscire e lui se ne va in via Curtatone, compra la coca, la consuma e poi, quando ha tempo, la spaccia anche all’interno di un suo piccolo giro che si é creato tra un permesso e l’altro. A questa varia umanità si aggiunge anche Ivan Solbiati, 31 anni di S.Giorgio su Legnano, ora agli arresti domiciliari.
L’operazione, detta "Thirty miles" scatta nella notte e prende il nome dal linguaggio in codice che utilizzano Sergi e Riccioli, ("Stiamo arrivando, siamo a trenta chilometri"), che tradotto significa: vogliamo trenta grammi. 
Vengono effettuate 19 perquisizioni domiciliari, altrettante persone sono denunciate a piede libero, mentre 10 risultano alla fine le ordinanze di custodia cautelare in carcere, più un’altra, notificata agli arresti domiciliari. Non rimane molta droga da sequestrare, circa 30 grammi, ma quella che é girata basta per "sfamare" un reggimento. Finiscono sotto sequestro anche tre auto, le due dei fornitori, una Golf e una Monovolume, e la Alfa 164 di Sergi. 
Negli ultimi giorni, Marinella, la maga della chimica, si era quasi lamentata dell’iperattivismo del suo compagno. "La mattina io voglio dormire, lui invece si alza e va sempre a comprare roba". Si lagnava, Marinella, ma mentre parlava faceva dosi e listini prezzi ai clienti. Forse avrebbe voluto lavorare meno, di certo non voleva cambiare strada, perché nessuno di loro aveva altra occupazione se non quella di trattare droga. Una scelta di vita.

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Pubblicato il 19 Settembre 2001
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