Il “Guttuso” del Sacro Monte cambia cornice
Un progetto del celebre architetto Mario Botta per staccare il dipinto murale e collocarlo in una nuova nicchia
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Il "Guttuso" perde i pezzi. Non sono finiti i guai per il celebre quadro alla terza cappella del Sacro Monte di Varese. Nei giorni scorsi, alcune placche di colore si sono staccate dalla composizione, lasciando un nuovo sfregio all’opera figurativa più famosa della città. Le tre piccole "ferite", situate rispettivamente nella parte superiore destra e in quella superiore sinistra, hanno aperto nel cielo blu della "fuga in Egitto" due macchie di colore bianco visibili ai visitatori provenienti dal viale delle cappelle. Non si tratta però di vandalismi ad opera di ignoti, come accadde nel 1994, bensì di un vecchio acciacco di cui soffre da tempo l’opera: lo sbalzo di temperatura che usura i colori acrilici utilizzati dal maestro di Bagheria nel 1983. La soluzione è allo studio, tanto che l’Amministrazione del santuario ha già affidato al celebre architetto ticinese Mario Botta un progetto per la "messa in sicurezza" del murales. Ed é questa la vera novità. L’idea è quella staccare l’opera dall’attuale pannello e di inserirla in una nicchia scavata nella roccia, ponendole al di sopra un tettuccio, simile a quello di una cappella e intervenendo anche sulla creazione di una maggiore distanza tra la roccia umida e il dipinto. Risultato: il lavoro di Renato Guttuso sarà probabilmente meno visibile dalla strada, ma avrà un "cappello" e un "mantello" che lo proteggeranno dalle bizze delle stagioni. L’intera operazione non é ancora stata resa pubblica, anche perché il disegno di spostamento doveva ottenere il nullaosta dalla Sovrintendenza ai beni architettonici e ambientali di Milano. Ma ora sembra che il primo passo sia stato fatto, come conferma con soddisfazione Riccardo Broggini, vicepresidente dell’Amministrazione del santuario: "Il progetto è stato appena approvato dalla Sovrintendenza – commenta – adesso attendiamo l’avvio di un iter esecutivo per i lavori. Speriamo che distanziando il dipinto dalla montagna e proteggendolo dal sole diretto si possano attenuare gli effetti negativi degli sbalzi termici". |
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