Pesche sciroppate da valorizzare
Produzioni locali da incentivare: un progetto della Pro Loco in collaborazione con la Coldiretti scommette sulla pesca sciroppata
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Come tutte le coltivazioni dirette anche quella della pesca ha subito nel tempo una diminuzione. Anche nel territorio di Travedona Monate, dove è nota la specialità della pesca sciroppata. Un prodotto confezionato artigianalmente e che i locali considerano buono e genuino. Ma oggi sono solo in quattro i coltivatori che ancora la lavorano e la confezionano e una ventina i coltivatori di pescheti. Molti meno rispetto alla tradizione frutticola del comune e soprattutto non piu professionisti. Le pesche sono coltivate oggi da pensionati o da hobbisti. Un peccato, per un prodotto che alla fine risulta possedere una sua fetta di mercato. È stata questa la constatazione e il ragionamento che ha portato la locale Pro Loco a sondare le possibilità di riabilitare questa produzione e di lanciare un prodotto che può rappresentare un marchio tipico locale. Se ne è parlato molto di recente e un accenno a questa iniziativa è uscito in un recente convegno, svoltosi ad Angera, che aveva come argomento un’altra produzione da rilanciare, quella vitivinicola. In un periodo in cui la paura del transgenico aiuta la diffusione del biologico, l’idea non è affatto malvagia. «In questo periodo il prodotto genuino è molto ricercato – ha spiegato il presidente della Pro Loco Virginio Verti – il rilancio della pesca sciroppata come produzione originale di queto territorio rappresenta l’obiettivo di un progetto che è partito un anno fa». E da un anno con l’appoggio della Coldiretti, l’associazione ha promosso un’indagine fra i produttori e i coltivatori, per capire quanta disponibilità c’è a fare del loro prodotto qualcosa di più per il patrimonio locale. Della situazione attuale i promotori stanno cercando ora di ricavare una fotografia che contempli la quantità e l’estensione delle coltivazioni e la qualità, e i tipi di pesca coltivati. Insomma la pesca di travedona Monate è un buon prodotto e andrebbe pubblicizzato. C’è l’intenzione dei coltivatori di investire in questa prospettiva? questo sta sondando l’associazione della pro Loco, che a Travedona non si occupa solo di organizzare la festa di paese, a quanto pare, ma anche di contribuire a concretizzare la vocazione turistica del paesino affacciato sul lago di Monate, facendo perno sulla tradizione. Viene da chiedersi se quella della pesca a Travedona non rappresenti una specie destinata a scomparire. Ora la tradizione resiste. Di pericoli in futuro potrebbero essecerne. "Invecchiano i produttori, aumenta l’inquinamento e la durata della pianta è minore, gli sviluppi urbanistici sottraggono terreni alle coltivazioni» spiega Paolo Frigo vicedirettore della Coldiretti di Varese. La ricetta sta nel rilancio dei prodotti e nella sensibilizzazione degli amministratori che possono fare scelte preziose per la coltivazione diretta. «Il pericolo urbanistico non è ancora grave – dice Verti – certo rispetto a qualche anno fa, le abitazioni oggi si trovano vicino ai pescheti, se da parte degli agricoltori ci fosse l’intenzione di ampliarsi, allora in quel caso sarebbe il caso di intervenire con gli amministratori». |
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