Segnalibro mon amour
Una mostra dedicata all'inseparabile compagno di viaggio del lettore, bussola tra le parole e ornamento ricercato, nemico giurato della piega orecchiuta sulla pagina
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Ce ne sono di tutti i tipi: dedicati alle vacanze, ai fumetti, alle medicine, alle città, alle sigarette e alle preghiere della sera. Che dire poi di quelli dedicati ai liquori o alle pubblicità progresso ante litteram. Sono antichi e moderni, sono in carta, argento, tessuto, rame, legno, cuoio, ebano, avorio, bachelite, acciaio e plastica. Stiamo parlando del segnalibro, inseparabile compagno di viaggio del lettore, bussola tra le parole e ornamento ricercato, nemico giurato della piega orecchiuta sulla pagina. A lui è dedicata un’originale mostra, nelle sale espositive di Riva Arredamenti, nel cuore di Saronno. Oltre settecento pezzi, ordinati per tema, frutto di accurate e minuziose ricerche presso collezionisti e antiquari. Una ricerca che ha riportato alla luce un passato nemmeno tanto remoto, ma ricco di emozioni e di segni che hanno accompagnato e continuano ad accompagnare la quotidianità dei lettori di ogni età. Da quei semplici rettangoli di cartoncino, incastonati nelle bacheche di vetro, si sprigionano ricordi intensi, meglio e più di quanto saprebbero fare delle petites madeleines appena sfornate. Non si puo rimanere indifferenti di fronte alla serie della Fila, i segnalibri che si trovavano nelle scatole dei pastelli di legno, che odoravano di antico e venivano rovesciati sui banchi di scuola. E che dire di fronte allo spiritoso segnalibro disegnato da Jacovitti, che insieme all’omonimo diario rappresentava l’unico vero segno distintivo dello scolaro casereccio. Alla mostra è vietato fumare, ma se per caso entrasse un vecchio fumatore incallito, sentireste levarsi un grido struggente di dolore. Altro non potrà fare di fronte al segnalibro delle "Macedonia Oro", sigaretta di gran classe, elegante come la colonna romana stampigliata. Ma che cosa accomuna il primo segnalibro (un sottile cordoncino di seta) datato 1584, voluto da Elisabetta I di Inghilterra, ad uno sfacciato Diabolik o ai buoni consigli di un irreprensibile curato di campagna? L’utilità e la bellezza. Un segnalibro di avorio o di argento lavorato a mano, oltre ad essere un oggetto funzionale, può essere un oggetto esteticamente bello, accattivante non solo per chi ama i libri. E non è un caso che la mostra del segnalibro sia uno degli eventi culturali promossi e organizzati da Giorgetti, noto marchio di design nel settore dell’arredamento. Una scelta solo apparentemente minimale, perché è nella quotidianità e nei suoi simboli più semplici che si consuma impunita la strage del "bello". Mostra Giorgetti |
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