Interventi lampo e le vene varicose non sono più un problema

Tempi più rapidi, intervento in anestesia locale: questi sono i vantaggi della nuova tecnica introdotta all'ospedale cittadino

Vene varicose: una malattia frequente soprattutto fra le donne, all’origine di gonfiore, dolore e degli antiestetici cordoni blu sulle gambe. Insomma un fastidioso disturbo, soprattutto se si considerano i tempi di guarigione una volta che si interviene chirurgicamente per la chiusura della vena malata. Ma da qualche giorno all’ospedale di Busto Arsizio si utilizza una nuova tecnica per il trattamento della malattia varicosa. È stata introdotta presso l’Unità operativa di chirurgia vascolare dal primario Antonio Tori ed è già stata utilizzata per alcuni pazienti, senza che sia insorto alcun problema dopo l’intervento.

Si tratta di un intervento che è possibile eseguire in anestesia locale, in modo da addormentare solo l’arto da trattare. Una volta resa insensibile la parte, attraverso una piccola incisione cutanea, il chirurgo vascolare inserisce un catetere nella vena, all’altezza della caviglia, per poi risalire fino all’inguine, con l’aiuto di un eco-dopler. A questo punto si incomincia ad erogare la radiofrequenza attraverso il catetere. L’energia trasportata provoca il restringimento del vaso e la sua chiusura spontanea, mentre il catetere viene ritirato lentamente. La procedura termina facendo fuoriuscire il catetere dallo stesso punto in cui era stato inserito.

«I vantaggi di questa tecnica, rispetto alla chirurgia tradizionale – spiega il dottor Tori – sono diversi: l’assenza di ematomi nella zona circostante e di cicatrici visibili, nonché di lesioni alle fibre nervose; la sostanziale riduzione del dolore post operatorio e la ripresa immediata, o al massimo dopo due o tre giorni delle attività quotidiane. Con la tecnica tradizionale ciò avviene non prima di 20 giorni» Di più: «l’intervento, senza anestesia generale, può essere eseguito – continua lo specialista dell’ospedale di Busto – in regime di day hospital. Il paziente quindi può essere dimesso entro poche ore dall’operazione».

Questo nuovo tipo di intervento non può essere eseguito su tutti i portatori di varici perché devono essere presenti alcune caratteristiche anatomiche che rendano possibile l’introduzione del catetere dalla caviglia fino all’inguine, senza alcuna interruzione.

Alle tecniche interventistiche classiche, dunque se ne affianca un’altra, di recentissima acquisizione da parte degli specialisti, che utilizza le onde radio. 

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Pubblicato il 09 Gennaio 2002
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