Stati generali della sanità a Varese: ecco cosa è successo il primo giorno
Il primo giorno degli Stati Generali mette in luce criticità e prospettive della sanità tra prevenzione, ruolo dei territori e tenuta del sistema sanitario tra aumento dei costi, nuove tecnologie e bisogno di riforme strutturali profonde
Entra nel vivo la prima giornata degli Stati Generali dell’Economia della Salute alle Ville Ponti di Varese, dove il dibattito si concentra fin dalle prime ore su un nodo cruciale: come garantire la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale in un contesto segnato da costi in crescita, domanda sempre più alta e bisogni complessi (Tutto il programma – Qui tutti gli articoli).
Dall’apertura dei lavori emerge una linea condivisa: non basta aumentare le risorse, serve una riorganizzazione profonda del sistema. La prevenzione viene indicata come leva strategica. L’assessore al Welfare della Lombardia Guido Bertolaso ha parlato di una “colonna portante” su cui costruire il futuro della sanità, mettendo però in guardia dai tempi troppo lunghi del sistema: “Se continuiamo così, andiamo a sbattere”. Nel mirino soprattutto la burocrazia, definita “il vero virus da combattere”, che sottrae tempo ai medici e rallenta le decisioni.
Bertolaso agli Stati generali della salute: “Fare presto” tra prevenzione e burocrazia da snellire
Cresce la spesa, aumentano le rinunce alle cure
Accanto al tema della prevenzione, il confronto si concentra sulla gestione delle risorse. I dati presentati indicano una crescita significativa della spesa sanitaria in Lombardia, passata da 18 a 23 miliardi in meno di dieci anni, mentre aumenta anche la quota a carico dei cittadini. Un elemento che, secondo l’Osservatorio sulla povertà sanitaria, si traduce in rinunce alle cure: circa il 15% degli italiani ha limitato la propria spesa sanitaria.
Il ruolo dei territori e degli enti locali
Il primo panel dedicato ai bilanci regionali e alle strategie territoriali ha evidenziato la necessità di rafforzare la rete sul territorio e migliorare la programmazione. In questo quadro, viene ribadito il ruolo delle Regioni, ma anche la necessità di un maggiore coordinamento con lo Stato e di un coinvolgimento più attivo degli enti locali. Il sindaco di Varese Davide Galimberti ha sottolineato come Comuni e Province siano stati progressivamente marginalizzati, chiedendo un loro maggiore coinvolgimento nelle politiche sanitarie.
Come sostenere il SSN: dai bilanci regionali alle strategie territoriali
Dal dibattito emerge inoltre la necessità di superare diffidenze e frammentazioni. Il rapporto tra pubblico e privato viene indicato come una leva fondamentale, ma ancora frenata da una “cultura del sospetto” che, secondo alcuni interventi, impedisce di sviluppare collaborazioni realmente efficaci. In questa direzione si colloca anche il richiamo a una maggiore integrazione tra istituzioni, imprese, ricerca e terzo settore.
Innovazione e accesso alle cure
Un altro asse centrale è quello dell’innovazione. Dalla ricerca universitaria alle tecnologie emergenti, fino agli investimenti in medtech e biotech, il sistema sanitario viene descritto come un ambito in forte evoluzione. In Lombardia, è stato sottolineato, esiste un fermento significativo anche sul fronte degli investimenti, con la regione ai vertici europei per venture capital e con il settore salute tra i più rilevanti. Tuttavia, restano criticità legate all’eccesso di regolazione, che secondo gli operatori rischia di rallentare lo sviluppo, in particolare nel campo dei dispositivi medici.
Il tema dell’accesso all’innovazione si intreccia con quello della sostenibilità: da un lato la necessità di favorire ricerca e investimenti, anche attirando capitali dall’estero, dall’altro quella di garantire ai cittadini un accesso equo alle nuove terapie, semplificando procedure e riducendo gli ostacoli.

Verso un ecosistema della salute
Il punto centrale è che non esistono soluzioni rapide o semplici per rendere sostenibile il sistema sanitario, ma è necessario un lavoro di lungo periodo basato su collaborazione e visione strategica. L’idea chiave è quella di costruire veri e propri “ecosistemi della salute”, cioè reti che mettano insieme ricerca scientifica, cura, prevenzione, innovazione e territorio. Secondo gli esperti coinvolti, il futuro della sanità passa da: una maggiore integrazione tra ospedali, università, imprese e istituzioni; l’attenzione alla prevenzione e non solo alla cura; l’uso della ricerca e dell’innovazione come motori di sviluppo; un approccio sistemico, che consideri la salute come risultato di molti fattori (sociali, ambientali, economici).
Dalla scienza alla cura si può, “la strada è valorizzare gli ecosistemi della salute“
Gli Stati generali dell’Economia della Salute
Evento di tre giorni (19-21 marzo 2026) a Ville Ponti, Varese, dedicato al rapporto tra sanità ed economia e alla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale. Riunisce istituzioni, tra cui ministri e presidenti di Regione, insieme a oltre cinquanta enti, associazioni, imprese e mondo accademico.
Il programma prevede tavole rotonde, dibattiti e tavoli di lavoro su innovazione, prevenzione e qualità dei servizi sanitari LEGGI QUI IL PROGRAMMA.
Accanto agli incontri istituzionali, è previsto anche un “Villaggio della Salute” aperto ai cittadini con attività di prevenzione e informazione SCOPRI DI PIU’.
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