Niente pioggia: si fermano le centrali idroelettriche
La produzione energetica scende al di sotto di un terzo rispetto alla media. Tre unità produttive su sette chiuse nell'Ovest Lombardia
Non piove sulla Lombardia e le centrali idroelettriche rischiano lo stop. Sono già 3 su 7 le unità operative di Enel Produzione della zona Verbano-Ticino che hanno dovuto arrendersi alla mancanza d’acqua. Lungo la dorsale che va dalla centrale di Maccagno fino alle due di Turbigo, il flusso di acqua è sceso a 30-35 metri cubi al secondo, mentre è necessaria una portata di circa 120 metri cubi al secondo per una produzione al massimo delle capacità.
«Siamo a meno di un terzo della Si parte da Maccagno, dove le macchine sono in funzione anche se a regime ridotto. A Creva, frazione di Luino, gli impianti, già situati su un corso d’acqua non molto ricco, sono spenti. Turbine accese a Porto Torre (Somma Lombardo) e a Vizzola Ticino (nella sequenza fotografica), mentre a Tornavento (Lonate Pozzolo) la presenza di solo un macchinario, più che sufficiente in tempi di precipitazioni normali, ha costretto l’Enel ha dichiarare il fermo. Non va meglio nella centrale di Turbigo Inferiore, bloccata da giorni, che soffre più di altre l’essere situata in un canale di derivazione, mentre lavora ancora l’unità di Turbigo Superiore.
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Non piove sulla Lombardia e le centrali idroelettriche rischiano lo stop. Sono già 3 su 7 le unità operative di Enel Produzione della zona Verbano-Ticino che hanno dovuto arrendersi alla mancanza d’acqua. Lungo la dorsale che va dalla centrale di Maccagno fino alle due di Turbigo, il flusso di acqua è sceso a 30-35 metri cubi al secondo, mentre è necessaria una portata di circa 120 metri cubi al secondo per una produzione al massimo delle capacità.
produzione normale – spiega Dario Caldara, capo area idroelettrica – e se scenderemo di altri metri cubi diversi impianti rischiano il fermo delle macchine». La geografia della produzione elettrica in questi tempi di secca è preoccupante.
Nessun disagio alle nostre lampade di casa quindi, anche se gli effetti della svogliatezza di questo cielo invernale si faranno sentire a livello macro, con effetti però non chiaramente percepibili. Di certo, a Tornavento e Vizzola, due storiche centrali Enel che ogni giorno, da decenni, pompano energia non si ricordava, a memoria di dipendente, una secca così imponente. «Non siamo ai minimi storici – spiegano – però è la prima volta che ci troviamo in questa situazione da almeno una ventina d’anni». E la tecnologia può dirsi solennemente sconfitta; anche il meteorologo dell’Enel ha incrociato le braccia in attesa di fortuna, forse una danza della pioggia. «Cosa dice il nostro servizio di previsioni? Niente – ribatte Caldara – quello che dicono tutti: aspettare e incrociare le dita. Ci vorrà del tempo per tornare a pieno regime, attendiamo fiduciosi».





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