Il grido dei giovani di Varese: «No alla mafia e all’illegalità»
Varese – Grande successo per la la manifestazione collegata alla carovana antimafia di Libera. Particolarmente sentiti dagli studenti gli interventi di Giovanni Impastato e di Rita Borsellino
«Lì dove la mafia uccide, non lo fa togliendo la vita agli eroi ma a persone comuni, uomini e donne che non vogliono rimanere schiavi della paura e dell’illegalità, come mio fratello Paolo». Dopo queste parole di Rita Borsellino un tripudio d’applausi si è levato dagli spalti del teatro di piazza Repubblica a Varese dove nella giornata di oggi si è consumata un’importante tappa della "Carovana antimafia", organizzata da Libera, l’associazione nata nel 1995 contro le mafie e che racchiude in sé più di 700 realtà che si battono per la legalità, dove è stata fatta rientrare anche la campagna di sensibilizzazione di "Giovani Alianti". Questo progetto educativo ha la finalità di sviluppare tra i giovani valori come legalità, democrazia e solidarietà, ed è stato realizzato nelle scuole Ipsia, Itis e Liceo scientifico di Varese, Istituto Comprensivo Tradate, Ipsia di Busto, Ipc di Pomigliano d’Arco e "Sportello Scuola Volontariato & solidarietà". Decisivo l’impegno degli enti e associazioni che hanno partecipato a questa manifestazione e alla sua organizzazione, come il CESVOV, la Provincia di Varese – tra i presenti sul palco anche l’assessore Hans Peter Orlini – l’Ufficio scolastico provinciale, UNIVA, ACLI, ARCI, CGIL, CNA, CISL, Regione Toscana, L’automatica succ. Varese s.r.l., Banca popolare di Bergamo – Credito Varesino, oltre alle amministrazioni comunali di Varese e di Pomigliano d’Arco.
All’incontro era presente anche una delegazione di studenti campani, che assieme ai colleghi delle scuole superiori varesine hanno potuto giovare della testimonianza diretta di chi è stato ed è attualmente impegnato nella lotta alla mafia e all’illegalità.
La giornata è cominciata attorno alle 8.30 con la presentazione dell’iniziativa Giovani Alianti da parte della professoressa Raffaella Jannacone, dell’Ipsia di Varese, per proseguire con la spiegazione da parte di Jole Garuti, coordinatrice per la Lombardia dell’associazione Libera, delle attività svolte. «Una testimonianza diretta della nostra attività – ha affermato la signora Garuti – proviene dal lavoro che numerosi ragazzi appartenenti ad una comunità di ex tossicodipendenti sta facendo nelle tenute del boss mafioso Bernardo Provenzano, rientrante nell’utilizzo a fini sociali dei beni confiscati alla mafia», portando con se una bottiglia d’olio d’oliva frutto del lavoro della comunità.
Il clou della mattinata si è avuto con le testimonianze di
Giovanni Impastato, fratello di Giuseppe, il giovane assassinato dalla mafia nel 1978, e di Rita Borsellino, sorella del giudice Paolo, scomparso per mano della mafia nella strage di via D’Amelio nel 92′, dove persero la vita anche cinque agenti della sua scorta. Toccanti le testimonianze di questi due importanti ospiti, che non hanno tralasciato commenti sull’operato di questo governo nel combattere la mafia.
Il messaggio passato dai due interventi, e certamente ascoltato dai numerosissimi giovani presenti in sala, è stato rivolto alla lotta e all’illegalità che deve partire dal vissuto di tutti i giorni, dalle piccole cose, per lasciare ben nitido il confine tra legale e illegale.
Dopo gli interventi degli ospiti, che si sono conclusi, sul palco, con le parole di Monsignor Antonio Riboldi, "Vescovo in prima linea per i diritti umani", i ragazzi delle scuole partecipanti all’iniziativa hanno portato sul palco dei mattoni simbolici raffiguranti una serie di valori attraverso i quali si completa il percorso verso la legalità. Famiglia, dialogo, rispetto, amore e amicizia sono solo alcune delle voci scelte dai giovani per rispondere alla mafia.
Nel progetto "Giovani alianti" collaborano anche numerose altre associazioni di volontariato come Amnesty International, Caritas, Amici del Madagascar, Eco-Himail, San Vincenzo e istituto Pace Sviluppo Innovazioni ACLI.
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