Sfruttava manodopera clandestina: arrestato un cinese
Mercallo - Lo strano movimento di cinesi aveva insospettito la polizia municipale. Nella notte l'irruzione nella ditta di confezioni
Mercallo: piccolo comune sul lago di Comabbio. Una comunità di1500 abitanti dove si conoscono tutti.
Proprio in questo paesino un cinese di trent’anni ha deciso di impiantare la propria attività: una ditta di confezioni regolarmente denunciata. Unica dipendente ufficiale la moglie.
Ma attorno a quella palazzina di via Mattaini la presenza di altri cinesi era costante. Per tutta la notte, poi, il rumore delle macchine che lavoravano era incessante. Della cosa si sono stupiti per primi i vigili che, dopo un alcuni sopralluoghi, hanno avvisato la questura di Varese.
Così la notte scorsa, gli agenti, accompagnati dalla polizia municipale, hanno bussato alla porta del magazzino. Davanti al silenzio, le forze dell’ordine hanno deciso di fare irruzione.
All’interno dei locali, impegnati sulle macchine, diciassette cinesi che, alla vista dei poliziotti, hanno tentato di fuggire e nascondersi.
Per sei di loro è scattata la denuncia in quanto privi di documenti, altri tre, invece, sono stati espulsi.
Arrestato il titolare con l’accusa di aver favorito la permanenza sul territorio di irregolari e per aver sfruttato la manodopera di clandestini. La moglie è stata denunciata in stato di libertà perchè ha bambini piccoli.
Nel corso della perquisizione, gli agenti hanno trovato alcune piccole stanze ricavate nel sottotetto in condizioni igieniche pessime.
Tra i clandestini anche alcuni bambini, figli dei lavoratori clandestini impiegati.
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