Tumore alla mammella, se ne parla in un convegno

L' 8 marzo un convegno alla Liuc sull'approccio multidisciplinare nelle lesioni non palpabili della mammella

La ricerca scientifica non è ancora in grado di definire quali sono le cause che determinano nella ghiandola mammaria la crescita di una cellula "anomala" che ha le caratteristiche di moltiplicarsi tumultuosamente fino a sfociare nel nodulo maligno.

La mammografia rimane ancora l’indagine di fondamentale importanza. Le attuali apparecchiature di alta qualità e definizione, controllate da occhi esperti, sono in grado di rilevare noduli di 4-6 mm. oppure puntiformi lesioni (microcalcificazioni) che sono spesso la spia della presenza di un focolaio tumorale.

Una volta scoperta l’anomalia mammografica o ecografica si rende necessario definirla, tipizzarla: sofisticate apparecchiature consentono d’individuare la lesione, di centrarla e di raggiungerla. Un ago operatore, introdotto nella mammella attraverso un’incisione di 2 mm sulla cute precedentemente anestetizzata, viene guidato sul bersaglio in ecografia oppure da coordinate ricavate da un computer.

Nella sede voluta vengono prelevate fette di tessuto (non poche cellule) che consentono all’anatomopatologo di porre una diagnosi e al chirurgo di programmare il tipo d’intervento conservativo della mammella.

Questo è l’argomento del convegno che si terrà venerdì 8 marzo 2002, presso l’Università L.I.U.C. di Castellanza sul tema: "Approccio multidisciplinare nelle lesioni non palpabili della mammella: il ruolo della microistologia".

La SICO (Società Italiana di Chirurgia Oncologica) ha coinvolto numerosi Centri di Senologia della Regione Lombardia per uno scambio di esperienze, di opinioni e per effettuare un’analisi dei risultati raggiunti.

Chirurghi, radiologi, anatomopatologi porteranno argomentazioni convincenti sulla utilità di queste metodiche che consentono di arrivare alla diagnosi precoce che, come afferma il prof. Umberto Veronesi, assente per numerosi impegni, costituisce l’arma vincente nella lotta contro il tumore della mammella.

Il Presidente del convegno, il dr. Francesco d’Errico (collaboratore dell’Unità Operativa di Chirurgia Generale dell’Istituto Clinico Mater Domini di Castellanza), ospiterà insigni relatori inseriti nell’attività senologica interdisciplinare e sarà coadiuvato da moderatori di Istituti Oncologici Nazionali, un onore ed un merito per Mater Domini che, per la sua attività ed esperienza in questo settore, si affianca e si confronta con altre strutture di riconosciuta validità scientifica.

Questo mistero oncologico non permette di svolgere, su larga scala, una prevenzione così detta "primaria" come avviene contro il fumo. E allora la ricerca scientifica si rivolge ad altri metodi per arrivare a scoprire la malattia in una fase precoce nella popolazione femminile apparentemente sana (screening di massa) o in quella a rischio per familiarità o per malattie benigne della mammella "border line". Una prevenzione "secondaria" con il preciso intento di individuare tumori di minime o piccole dimensioni che permettono una chirurgia meno invasiva, un miglioramento della sopravvivenza e della qualità di vita delle pazienti. A queste dimensioni la patologia sfugge all’esame clinico della popolazione e costituisce un reperto del tutto occasionale: le lesioni non palpabili sono il 25%-30% della patologia tumorale della mammella.

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Pubblicato il 15 Febbraio 2002
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