Bonometti (Prc): «Cresce il dissenso alla Moratti»
Lettera del segretario provinciale di Rifondazione
| Riceviamo e pubblichiamo
In più di duemila oggi a manifestare contro la riforma Moratti della scuola, in più di duemila per dire no alla gravissima manovra del Governo Berlusconi che fa arretrare di almeno mezzo secolo il diritto allo studio nel nostro Paese. Una vera e propria manovra che il ministro Moratti ha il coraggio spudorato di chiamare riforma, nella realtà il reinserimento nella scuola della selezione per censo: scuole predisposte per i ceti abbienti che daranno accesso all’Università e scuole predisposte per i ceti medi e bassi che daranno accesso solo al mondo del lavoro che chiede manodopera dequalificata, precaria e priva di cultura. I conti tornano alla Moratti, che per far fronte alla sua riforma in tutto e per tutto, deve far piazza pulita delle grosse criticità e libere espressioni che oggi si manifestano nel mondo della scuola, dal libero insegnamento dei docenti alla libera crescita culturale degli studenti. E come? Con un arguto e osceno concentrato di aziendalismo e integralismo cattolico: – una gestione aziendale delle scuole che ricalca quella di un consiglio di amministrazione di impresa, dove al Preside non è più affidato il compito e l’autorevolezza di garantire la qualità dello studio e dell’insegnamento, ma quello di amministrare un luogo che deve sfornare, a seconda della scuola, classe dirigente (dei piccoli Berlusconcini) o forza lavoro spoliata di sapere critico (ai Berlusconcini servono braccia da lavoro e non persone che lavorano). – un codice deontologico per gli insegnanti redatto, per l’occasione, dal Crdinal Tonini, farà il resto, favorendo coloro che quando si parla di umanità e di diritti universali delle persone rispondono con le crociate contro gli immigrati poveri e propagandando la purezza della famiglia cattolica e prolifera. Per essere nel secondo millennio è un bel traguardo. La grandiosa manifestazione di oggi non ha però turbato l’udito della Moratti, accolta sotto il tetto del Nuovo Teatro di Varese, luogo che non poteva essere più azzeccato. Era davvero buffo il teatrino delle autorità universitarie in variopinte mantelle e cappellini, che hanno consegnato con sproloquio in latino la laurea honoris causa dopo che lady Moratti ha raccontato la sua proposta per l’Università. Il Ministro ce l’ha messa davvero tutta per spiegare un po’ confusamente alla città la sua ricetta su poli e "reti d’eccelenza". Il risultato è un intruglio liberista e demagogico di Università, banche e imprese che unite in fondazione ricevano i finanziamenti per fare la ricerca al fine di aumentare lo sviluppo economico e produttivo della nostra zona. Un compito davvero "eccellente" per l’Università, immaginiamo in particolare per la facoltà di medicina. Un compito che si accompagna in accoppiata vincente con la riforma scolastica secondo Moratti nel suo ruolo selettivo per accedere all’ateneo. Non ha visto, non ha voluto vedere, la Moratti che fuori da quel teatro adibito a fortino perché gli studenti non potessero partecipare alla sua convention, vi era il triplo di persone a fischiarla rispetto a quelle che l’anno riempita di ovazioni là dentro. Quella ennesima zona rossa, tracciata con le transenne all’esterno del teatro, è segno di oggettiva difficoltà del Governo Berlusconi, costretto ovunque va, di fronte a cittadini pacifici e democratici, non già a reprimere ma (sconfitta maggiore) a dover innalzare muri per impedire la pacifica manifestazione del dissenso. Questo è il dato di sconfitta maggiore che appare agli occhi di tutti e che dovrebbe far pensare a Berlusconi e ai suoi Ministri dove sta andando quel famoso 60% degli italiani che sono (o che erano) tutti con lui. PRC-Federazione di Varese Giovani Comunisti-Federazione di Varese |
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