Il tour per la legge sulla “Remigrazione” passa anche a Gallarate: interviene l’Anpi

L’iniziativa prevista in piazza Libertà nel pomeriggio di sabato 14 febbraio accende il confronto politico in città, dopo la presa di posizione critica della sezione locale dell’Anpi

remigrazione varese

Il comitato “Remigrazione e Riconquista” annuncia una tappa anche a Gallarate del tour nazionale di raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare sulla Remigrazione. Si terrà sabato 14 febbraio in piazza Libertà. L’iniziativa, che coinvolge oltre 60 città italiane, ha però già suscitato polemiche in città, con la presa di posizione della sezione gallaratese dell’Anpi.

Secondo quanto riportato sul sito ufficiale del comitato, il tour nasce con l’obiettivo di «dare forza» alla proposta di legge attraverso una mobilitazione diffusa sul territorio nazionale. L’iniziativa rientra in un calendario che coinvolge decine di capoluoghi e città medio-grandi italiane, con l’intento di avviare l’iter parlamentare di una legge di iniziativa popolare.

La presa di posizione dell’Anpi di Gallarate

Non si è fatta attendere la reazione dell’Anpi di Gallarate, che in una nota diffusa nelle ore successive ha espresso forti perplessità sull’iniziativa. Di seguito il comunicato completo.

Lo sanno i patrioti di puro sangue ariano che converranno domani a Gallarate per propagandare le loro idee di remigrazione forzata che una razza italiana non esiste, che noi siamo ciò che resta di millenni di dominazioni straniere e stratificazioni etniche?

Lo sanno che noi siamo un popolo che ha fatto per secoli dell’emigrazione la cifra fondamentale della propria sopravvivenza?

Lo sanno che dal 1861, data della nascita del Regno d’Italia, a fine 1800 partirono per lavorare all’estero oltre sei milioni di Italiani e che altri 23 milioni ne migrarono nel corso del Novecento?

Lo sanno che lo fecero non per turismo ma per la miseria che attanagliava le nostre regioni, anche le più progredite come la nostra?

Lo sanno che emigravamo imbarcati da trafficanti di uomini su navi carcassa per l’America, che annegavamo nell’Atlantico come avvenne nel 1927 quando naufragò la nave ammiraglia della nostra marina mercantile?

Lo sanno che ci trattavano come “tonnellate umane”, ci linciavano, ci consideravano criminali e ladri di posti di lavoro, ci emarginavano, ci schernivano, ci affibbiavano i più infami appellativi?

Lo sanno che di questi tanti milioni di disperati non tutti ce la fecero e furono costretti a tornare al proprio paese, sconfitti e ricacciati nella miseria perpetua?

Lo sanno i patrioti della remigration che magari parecchi di loro, se scavassero nel loro albero genealogico scoprirebbero che un loro nonno o un loro bisnonno è stato parte di quei trenta milioni di migranti?

Si rendono conto infine che fino a pochi anni fa eravamo proprio come quegli uomini, quelle donne, quei bambini, che oggi mettono a rischio la loro vita per scappare dalle guerre, dalla fame, dal clima impazzito, per cercar in Italia la loro terra promessa, e noi li respingiamo col tanto decantato blocco navale?

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Pubblicato il 13 Febbraio 2026
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Commenti

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  1. Alberto Gelosia
    Scritto da Alberto Gelosia

    Mi sembra di ricordare che l’ANPI non si sia stracciate le vesti quando il blocco navale lo ha fatto (1997) il governo Prodi……

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