«I lavoratori non si piegano al terrorismo»

Una forte mobilitazione spontanea e un presidio davanti alla Prefettura. In arrivo 20 agenti per scortare Maroni

La morte di Marco Biagi ha avuto una pronta reazione da parte delle forze sindacali. Manifestazioni spontanee si sono succedute per l’intera giornata in diversi posti di lavoro e nel pomeriggio Cgil-Cisl-Uil, e alcuni esponenti politici dell’opposizione si sono ritrovati di fronte alla Prefettura per dire un chiaro no al terrorismo e al pericolo di una ripresa della strategia della tensione. Nelle parole dei quattro segretari unitari l’attenzione a non cadere nei luoghi comuni, ma anche la fermezza di una risposta  che deve arrivare ferma e che non deve fare il gioco di chi vuole ancora una volta creare le premesse per destabilizzare il Paese. 
Gianluigi Restelli, segretario della Cisl Varese, è chiarissimo, "Da fastidio ascoltare alcune strumentalizzazioni. Non vorrei che le scelte di tolleranza che ci sono state proprio nel caso di Biagi, a cui venne tolta la scorta pochi mesi fa, siano le premesse di una regia per creare un clima di tensione. Quando un uomo perde la propria vita per le proprie idee è una sconfitta per tutti, per la democrazia, per la libertà".
Ivana Brunato, segretaria della Cgil, rassicura tutti quei lavoratori e cittadini che temono che il sindacato ceda di fronte al rischio che il clima diventi incandescente. "Noi non subiamo ricatti. La forte richiesta di mobilitazione che sta arrivando in queste ore non verrà delusa. La nostra lotta sarà ancora più forte perché diverrà una lotta, oltre che per i contenuti in difesa dei lavoratori, anche per la democrazia. Colpisce la mobilitazione straordinaria messa in moto in molti posti in modo spontanea".
A questo riguardo iol sindacato ha confermato la manifestazione di sabato a Roma e ha anche indetto una giornata di mobilitazione e di iniziative contro il terrorismo per il 27 prossimo. Lo sciopero generale viene confermato per una data da decidere a fine aprile.
Marco Molteni, segretario della Uil, torna sul clima affermando che "ancora una volta un periodo che prelude a uno scontro sociale viene depistato da fatti di sangue. Al di là di questo tragico episodio, la lotta dei lavoratori deve continuare in tutte le forme opportune  e tutte le illazioni sulle responsabilità presunte di chi si oppone al Governo vanno respinte al mittente".
Per Gigi Maffezzoli, segretario della Cisl Ticino Olona, sono le parole di Carol Tarantelli a riecheggiare su tutto "i terroristi comunicano con la morte". Il sindacato non ha nulla a che vedere con queste logiche. Il conflitto sociale in una società matura è fisiologico e non va mai confuso con la violenza. Chi usa violenza è perché non vuole dare spazio ai conflitti democratici e pacifici.Il problema nostro ora però è come dare sbocco alla conflittualità. Questo blocco tra la Confindustria e il Governo che vede una forte azione di lobby da parte dell’associazione che predilige un incontro con il potere piuttosto che il confronto sociale, ci preoccupa. Oggi questa è ancora più responsabile del conflitto di quanto non lo sia l’Esecutivo". 
Il Prefetto e il Questore hanno poi ricevuto una delegazione dei dirigenti sindacali. Intanto si è appresa la notizia che a Varese sono in arrivo rinforzi, circa 20 agenti, che serviranno a pattugliare la zona dove vive Roberto Maroni.

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Pubblicato il 20 Marzo 2002
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