Immigrati e assistenza sanitaria

Sergio Moia, della Cisl e Thierry Dieng, di ANOLF, fanno il punto della situazione in merito alle recenti scelte dell'amministrazione leghista

Riceviamo e pubblichiamo

In queste ultime settimane pare che l’attenzione della Lega locale sia particolarmente concentrata sulla presenza degli immigrati nella nostra città e sugli oneri che la stessa farebbe ricadere sulle spalle dei cittadini. Della settimana scorsa è la decisione del Consiglio comunale di togliere dalle spalle dell’Assessorato ai Servizi sociali l’ "onere" di orientare gli stranieri nelle pratiche per la ricerca di un lavoro o per gli adempimenti amministrativi, un servizio ormai consolidato, che l’Assessorato svolge da anni in modo apprezzato

Di questi giorni è invece la ripresa della polemica, ad opera di un consigliere regionale varesino della Lega, sull’istituzione in città di un ambulatorio per i cittadini extracomunitari senza un regolare permesso di soggiorno.

In proposito già la Regione ha già ricordato come tutti gli stranieri abbiano diritto all’assistenza, anche gli irregolari, e che lo stesso buon senso ci dice che questa è in primo luogo una forma di tutela per tutti i cittadini e quindi nel nostro caso per tutti i varesini. Ma sarebbe anche opportuno ricordare che queste misure sono previste dall’attuale legge nazionale concernente la disciplina dell’immigrazione, che prevede conseguentemente le fonti di copertura dei costi relativi, rendendo inutili, almeno per questo aspetto, i quesiti sollevati dal consigliere regionale varesino.

Aggiungiamo infine che l’attuale testo di modifica della legge citata sull’immigrazione, testo approvato dal Senato della Repubblica ed ora all’esame della Camera, che pur presenta aspetti inutilmente vessatori e discriminatori verso gli immigrati ed altri punti di dubbia costituzionalità, nulla innova in materia di assistenza sanitaria. Eppure questo testo è stato non solo votato, ma anche apprezzato dalla Lega, al punto tale da chiederne la "blindatura" nel dibattito alla Camera.

Ci si chiede pertanto quali possano essere i motivi che in certi ambienti di Varese portano l’ostilità verso gli immigrati ad un livello tale, da accecare anche chi ha tutti i mezzi per sapere come stanno veramente le cose.

Sulla vicenda è intervenuito anche il responsabile varesino dell’ANOLF, l’Associazione Oltre le Frontiere Thierry Dieng

«E’ vero che se il fenomeno migratorio non è affrontato avrà degli effetti destabilizzanti, perché l’Italia è la porta nord/sud dell’ Europa .
Però deve essere studiato nel suo insieme. L’ Italia, che ha vissuto sulla propria pelle cosa significa essere immigrati, ricordandosi senza vergogna delle sofferenze dovute alla mancanza di rispetto degli indigeni nei confronti dei suoi figli, ha sicuramente i mezzi per risolvere il problema.

Ma tale soluzione non potrà esserci senza una politica di integrazione culturale dell’altro, che eviti sia il buonismo che i pregiudizi, ma che porti ad una maggiore apertura mentale.
Questo coraggio alimenterà il dialogo, che libererà le energie indispensabili per illuminare il camino che porta al nostro bisogno comune di pace»

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Pubblicato il 15 Marzo 2002
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