«La scelta più ragionevole? Accoglienza e integrazione»

L'intervento di Anolf e Cisl Varese sulla questione degli aiuti agli immigrati

Riceviamo e pubblichiamo

Abbiamo appreso dalle cronache del consiglio comunale della scorsa settimana che il sindaco di Varese, per facilitare il processo di una sua ricandidatura all’interno della Lega avrebbe offerto il suo appoggio a tre emendamenti al bilancio di “stampo lumbard”. Tra questi uno prevede che l’amministrazione pubblica non aiuti più gli immigrati nelle pratiche di ricerca del lavoro e del ricongiungimento familiare, consulenza che da anni viene garantita da uno "sportello" dei Servizi sociali, un servizio tra l’altro che era stato aperto nel periodo dell’amministrazione Fassa.

 

Non sappiamo, né ci interessa, quanto dietro questo voto ci siano calcoli meschini legati alla formazione delle prossime liste elettorali amministrative. Sta di fatto che una decisione del genere è stata recentemente presa anche dall’amministrazione comunale di Novara e che quindi è significativa dello spirito con cui la Lega ed altre forze dell’attuale maggioranza stanno procedendo alla modifica della legge nazionale sull’immigrazione.

 

Il senso di queste iniziative è stato ben chiarito da un recente convegno in città di Cgil Cisl Uil, che hanno denunciato come l’orientamento che guida il governo parta dal presupposto che una legge più vessatoria sulle regolarizzazioni diminuirà i flussi degli immigrati e con essi i problemi che si suppone derivino dalla loro presenza. E’ stato anche dimostrato come invece l’immigrazione sia favorita dalla povertà, dalle guerre e dalla pressione demografica nei paesi in via di sviluppo e insieme dal bisogno di braccia nel sistema produttivo e nell’economia italiana e come il tentativo di contrastare artificialmente questi processi porterebbe a conseguenze del tutto negative, tra cui l’aumento inevitabile della clandestinità e quindi della micro-criminalità e dei problemi di ordine pubblico, che gli sono strettamente legati.

 

Questo vale in particolare in aree a forte insediamento industriale, con la presenza di fenomeni di decremento demografico e di invecchiamento della popolazione, qual è la provincia di Varese.

 

Visto che in territori come il nostro sarà inevitabile, per mantenere l’attuale livello di sviluppo e di benessere, fare un ricorso sempre più ampio al contributo che ci viene dagli immigrati – come riconoscono le stesse imprese -, è del tutto ragionevole pensare che la scelta più intelligente nella politica locale verso gli stranieri sia quella di investire in misure di accoglienza e di integrazione, l’esatto contrario dell’emendamento votato in consiglio comunale.

 

 

p. Anolf Varese e 
                                                  Cisl Varese
 
                                               
Sergio Moia

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Pubblicato il 09 Marzo 2002
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