Mozione del centrosinistra su Biagi, due consiglieri escono dall’aula

Marco Strada e Roberto Guaglianone non partecipano alla votazione per protesta dopo che è stata tolta loro la parola

«Le variazioni dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori possono provocare ritorsioni e rappresaglie nei confronti dei delegati e lavoratori che si espongono». Questo sono le parole di Marco Strada che hanno scatenato, nel consiglio comunale di ieri sera, martedì 26 marzo, una vera e propria baruffa verbale tra i consiglieri. Discussione non inclusa nell’ordine del giorno e che ha caratterizzato tutta la prima ora della seduta.

 

Dopo la lettura della mozione presentata dal centro sinistra unito, riguardante l’omicidio di Marco Biagi avvenuto la settimana scorsa, il sindaco Pierluigi Gilli ha proposto un minuto di silenzio. Marco Strada di rifondazione comunista ha poi preso la parola illustrando il lavoro del professor Biagi per la riforma dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori e arrivando alla frase incriminata. A quelle parole, alcuni membri della stessa minoranza hanno cercato di fermare il consigliere, come Angelo Arnaboldi che ha urlato «vergogna». In un successivo intervento Arnaboldi si è poi scusato per l’atteggiamento e ha spiegato pacatamente il proprio punto di vista.

 

In consiglio comunale, da quel momento in avanti, è il caos: il presidente Dario Lucano ha tolto la parola al consigliere di Rifondazione motivando che era già scaduto il tempo a disposizione per le dichiarazioni. A quel punto tutti i componenti del consiglio comunale, Marco Strada e Roberto Guaglianone hanno quindi espresso l’opinione secondo cui non avrebbero partecipato alla votazione nonostante fossero tra i proponenti del documento. «È stata tolta la parola a un consigliere che stava semplicemente esprimendo una propria opinione – ha spiegato Guaglianone di “Una città per tutti” – Inoltre mi risulta che la libertà di opinione sia un diritto ancora costituzionalmente garantito. Per questo motivo penso sia difficile poter ancora rimanere alla votazione di una mozione i cui contenuti vengono contraddetti dalle azioni di questo consiglio comunale».

 

Durante l’uscita dei consiglieri, il duro commento del sindaco Pierluigi Gilli: «Sono attonito per quello che è successo. Certe volte il silenzio è molto più significativo del prendere la parola per provocare. Sono sdegnato anche io dalla piega inaudita che questa discussione ha preso. Siamo di fronte al cadavere di una persona che è stata assassinata. Non mi sembra il caso ogni volta di riprendere dei discorsi dall’inizio della storia del mondo per fare dei distinguo che non hanno ragione di essere se umani si è». La mozione è poi stata votata favorevolmente senza i voti dei due consiglieri che sono usciti dall’aula.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 27 Marzo 2002
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