“Per le elezioni, al centrosinistra occorre proprio un incontro pubblico”

Lettera al direttore di un militante ulivista che riprende la proposta del nostro editoriale

Caro Direttore,

grazie ancora per il magnifico lavoro di informazione (l’unico ahinoi) che la Sua testata svolge sul giallo dei candidati Sindaci per il Comune di Varese.

Grazie, per il Suo tramite anche a Bak, per la intelligente proposta, a margine dell’appello dei DS, perchè il confronto finale tra i protagonisti avvenga in pubblico.

Degnissima, romantica ed encomiabile la speranza del giornalista che i contendenti si incontrino spontaneamente in luogo ed in modo pubblico.

Non si incontreranno mai tra loro pubblicamente e collegialmente , se qualcuno non li costringerà con le cattive.

Perchè allora , caro Giovannelli, non è VareseNews a prendere l’iniziativa ed a riservare al più presto una serata al nuovo Teatro di Varese, ad invitare invita dalle sue reputate colonne tutti gli elettori dell’Ulivo a partecipare alla rappresentazione dell’ultima puntata della Spy story del Sindaco di Varese; perchè non è Lei Direttore a convocare Fassa, Adamoli, Marantelli ed i segretari di tutti i partiti ed i rappresentanti delle associazioni e dei circoli del centro-sinistra, e perchè non invitare pure i Rifondazione Comunista (che Le scrive che purtroppo non sanno a chi rivolgersi per parlare con il centro sinistra) e Di Pietro, ed apre la serata chiedendo quello che i Varesini da mesi si domandano:

Perchè con la risorsa Fassa e con il valore aggiunto di un Ulivo allargato alle altre forze del centrosinistra, pur potendolo, a Varese non si deve tentare di vincere?

Forse perchè i nostri satrapi locali, di professione leader dei pezzettini di un minuscolo centro-sinistra che non conta più nulla da moltissimi anni, hanno paura di vedere messo in discussione il loro ruolo? perchè è gia pronto un nuovo epilogo del giallo alla maniera della puntata precedente, deprimente negli esiti ma inoffensiva per i satrapi locali? Meglio saperlo subito se sullo sfondo dopo Masi e Montoli c’è già pronto un nuovo rospetto che il 26 maggio si dovrà far baciare dopo averlo rivestito all’ultimo momento con i colori sociali dell’Ulivo!! sapendolo per tempo, a fine m,aggio la stagione è buona e si potrebbe andare, come dice la canzoncina, tutti al mare!!!

Lei pochi mesi fa in un bellissimo Forum invitò i partiti e loro dissero senza esitazione (credo fosse stato Albinati dei Democratici) che la Margherita avrebbe firmato un’accordo domani se si fosse potuta affiancare con il proprio simbolo alla lista per Varese e per l’Ulivo costituita dai DS, Fassa, Comunisti Italiani e Repubblicani. Gli hanno detto di sì tutti i presenti; allora caro Direttore perchè allora non hanno poi firmato l’accordo ed invece hanno annunciato un proprio candidato ed un programma poi non più presentato (il candidato) ed esplicitato (il programma)?

Spiace dirlo ma la Margherita a Varese sembra essere il nulla politico (senza offesa per nessuno, c’è qualcosa che ci siamo persi oltre ad un comizietto di Letta ed una montagna di interviste ed articoletti tesi solo a fare le bucce a DS e Fassa anzichè esporre una propria proposta), il nulla travestito da innovazione che pensa di vivere solo grazie al gossip politico, agli annunci, alle smentite, a mezzucci validi per distruggere e non a costruire.

Se ci fosse un Moretti a Varese ….non ci resta che sperare nei Fichi d’India vedi mai….

Un confronto pubblico…se l’immagina il buon Adamoli (volto buono anche per il cinema per le parti del duro, dell’implacabile, del irriducibile) palesarsi pubblicamente e dare conto del perchè di 10 mesi di silenzio politico rotto solo da veti, condizioni, ostracismi a tutto e tutti, perfino rampogne all’incauto Cacciari che si intromette "neanche fosse il padrone della coalizione…"

Un confronto pubblico, ma se li immagina i DS, mesi e mesi a contarsi in un congresso fiume, finito il quale ricominciano a litigare peggio di prima (ma ve la ricordate la minoranza DS varesina che volantina contro la maggioranza rea di avere appena definito ed annunciato una intesa per una lista ulivista cittadina con Fassa), pensa che avrebbero piacere di vedere evidenziate le proprie contraddizioni in un pubblico dibattito? Se lo immagina il buon Marantelli (volto buono per il cinema dei buoni sentimenti, nella parte della ragionevolezza e della mitezza) silenzioso per sei mesi, nessuna posizione presa benchè il suo infaticabile "collega" del PPI mazzolava continuamente, in ogni modo e con ogni mezzo, i suoi compagni di partito, spiegare in pubblico il perchè di questa fiacca e di questa assenza?

Ed i mesi persi, bruciati, dissipati per tutta questa immondizia politica anzichè spenderli per conquistare casa per casa i voti dei varesini.

Caro Direttore, in tutta Italia ogni giorno succede qualcosa, i cittadini, gli artisti, gli intellettuali si autoconvovano e provano a dare la sveglia a questo centro-sinistra dei partiti litigiosi e degli apparati inconcludenti che hanno consegnato l’Italia a Berlusconi e che a Varese, con impegno indefesso stanno, senza combattere, per riconsegnare per il terzo lustro consecutivo la Città ad Umberto Bossi.

Vuole provarci Lei, caro Direttore, a gettare un grosso sasso nello stagno e vedere smuovere le acque limacciose di questa brutta storia politica cittadina? tutti i lettori, di centro-sinistra e non, Le sarebbero riconoscenti.

 

Antonio Poillucci
elettore e volontario dell’Ulivo
Varese

Caro Poillucci,
la ringrazio per le parole che ha speso in favore del nostro lavoro. Non le nascondo che queste non solo fanno piacere, ma confermano l’importanza di svolgere un’azione libera nel panorama politico del nostro territorio. I lettori sanno che Varesenews non è un giornale neutrale. Non è fazioso, questo mai. Cerchiamo di ascoltare i cittadini, le associazione, i soggetti collettivi, le forze sociali e politiche. Cerchiamo di interpretare alcuni bisogni e se questi sono importanti per la collettività cerchiamo di amplificarli. Sono mesi che seguiamo con interesse e attenzione quanto si muove nel panorama politico locale. Lo facciamo a 360° con maggiori o minori simpatie, ma a tutti diamo spazio per poter esprimere il proprio parere.
Questo è il nostro lavoro. La sua proposta di farci noi promotori di un dibattito cittadino sulle elezioni amministrative ci lusinga e porterò la questione nella prossima riunione di redazione. Da subito però le esprimo alcuni dubbi. Perché un giornale dovrebbe sostituirsi a quella dialettica interna alle forze politiche se queste non sentono il bisogno di aprirsi alla città? Capisce che il nostro ruolo è quello di raccontare e non di sostituirci a quel ruolo di mediazione che è tipico della politica. L’amarezza che lei esprime è comprensibile, ma questa è oggi Varese. Almeno a sinistra e dispiace affermarlo. 
Colgo l’occasione per ringraziare anche il segretario cittadino dei Ds che è l’unico che ha subito risposto dichiarando la propria disponibilità a un incontro pubblico. Difficile interpretare il silenzio degli altri, ma tanto è. cercheremo di tenere vivo il dibattito e l’interesse. Intanto provi a girare la sua proposta anche a soggetti più vicini a tale idea come potrebbe essere Università popolare o altri.

Marco Giovannelli 

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Pubblicato il 13 Marzo 2002
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