Un appello agli ulivisti che vada oltre gli autoconvocati

Con lo slogan "L'ulivo sei tu, prova a fare di più" e "Alfieri, no grazie" Antonio Poillucci lancia una proposta per le elezioni comunali

Riceviamo e pubblichiamo

La scorsa settimana a Varese molti esponenti del centro-sinistra si sono pronunciati, in varie occasioni, per una soluzione unitaria del problema, ormai stagionato, del candidato-Sindaco per Varese; ieri a Villa Ponti, approfittando del bagno di folla tra i varesini, anche Massimo D’Alema ha ricordato che "non dovremo consentire che la prossima volta vincano ancora loro, per colpa di nuove incomprensioni e divisioni del centro-sinistra"

Ma cosa significano le espressioni "la prossima volta", "con una soluzione unitaria", superando sia a sinistra che al centro gli attuali confini dell’Ulivo" ?

  1. D’Alema quando dice "la prossima volta" si riferisce alle elezioni politiche, al lontano 2006, poichè specifica chiaramente che "non sono portato a dare una eccessiva importanza alle prossime elezioni amministrative", pur trattandosi di un test elettorale per 9 milioni di italiani che cade giusto un anno dopo l’insediamento al governo del centro-destra. Non mi vengono parole adeguate ad esprimere il mio più sommo disaccordo con questa idea, che fotografa al meglio la rinuncia dei vertici del centro-sinistra ad affrontare in modo serio ed unitario il voto amministrativo. Si sono rassegnati alla idiozia "di fare la conta nell’Ulivo e nelle sue componenti" anziché impostare una vera sfida a tutto campo contro Bossi e Berlusconi; peccato, perché la rinuncia avviene proprio nelle Città, dove la propaganda mediatica ed i grandi mezzi economici del centro-destra meno influenzano la formazione del consenso degli elettori. Saranno i postumi degli scontri congressuali nei DS, sarà la guerriglia interna alle componenti della Margherita, o forse i distinguo ossessivi di Mastella e l’iperattivismo di Pecoraro-Scanio, le ambiguità di Bertinotti o l’incontenibile ego di Antonio Di Pietro, ma questo cocktail indigesto e di pessimo gusto regalerà le città a Polo e Lega; agli annali resterà la notizia di un esercito che si è arreso ai nemici senza combattere perché gli ufficiali erano impegnati in una colossale rissa nelle proprie camerate. In Lombardia però, in tutto il Nord che non vota per l’Ulivo, di questo passo non ci sarà una prossima volta se si permette la piena saldatura – in un inedito blocco di potere centrale, regionale e locale – tra il dilagante Polo di Formigoni ed il "non poco" che resta in mano a Bossi. Con queste premesse non c’è da meravigliarsi che nessuna personalità, al di fuori dei confini del centro-sinistra, abbia accettato in Lombardia di candidarsi con l’Ulivo in questa tornata, l’unico che si era reso disponibile, Raimondo Fassa, pur essendo candidato rispettabile e a livello cittadino di certo "un cavallo di razza", ha ricevuto una aggressione talmente brutale che, non solo stavolta ma temo per anni, dovremo rassegnarci a candidare burocratini e satrapelli di provincia. Altro che i Guido Rossi e i Massimo Moratti per Milano che Amato e D’Alema continuano a lusingare con nuove Fondazioni, riviste di cultura politica ed economica, conferenze all’università – all’ Insubria come a Yale – con le buone maniere nelle frequentazioni !!!

     

  2. Quando si dice "una soluzione unitaria" temo che si pensi al "dopo-rissa", quando cioè, stremati dalla lunga colluttazione, i capi di partito – a Roma come a Varese – prendono atto dei lividi che si sono inferti, contabilizzano i totali, aggiornano le classifiche, fissano le quote, i lotti, gli spazi, i simboli ed ogni altro elemento che abbia fatto parte della trattativa; intanto però stavolta le risse non si fermano, continuano, pensate che a Parma, al congresso nazionale di fondazione della Margherita, una specie di sala parto della politica in cui nasceva "il bel pupone del centro dell’Ulivo", i tanti padri della Margherita, indifferenti ai vagiti della loro neo-nata creatura, si azzuffavano senza esclusione di colpi; e l’Ulivo? Quello non c’è più, ormai lo dicono in tanti; quello che c’è, per queste elezioni, è una bella e maschia trattativa per i candidati, tante belle liste di partito a competere una a fianco all’altra – come ai vecchi tempi –in comune ci sarà solo il nome del fortunato candidato-sconfitto. Tant’è e a Varese pare che ci toccherà un certo Alfieri, non il poeta del "volli, sempre volli", bensì un giovanissimo ex-diplomatico (al giorno d’oggi le carriere sono velocissime e brevissime), figliolo di un noto dirgente comunale, noto alle cronache per essere stato scongelato due mesi fa, annunciato dalla Margherita in funzione anti-Fassa, ricongelato, di nuovo scongelato e poi inserito nel menù per Palazzo Estense; non importa che i DS si sono già spaccati in due tra i "pro e i contro Fassa" e che altrettanto succederà, ma all’inverso, tra i "pro e i contro Alfieri", l’importante è che il candidato sia un "ambizioso signor nessuno d.o.c.", non faccia ombra ai leader cittadini del "centro-sinistra che perde sempre", e sia l’espressione di una soluzione ampia ed unitaria (coalizione a pezzi, Ulivo distrutto, Di Pietro e Rifondazione per proprio conto, Raimondo Fassa trasformato da "possibile alleato " a "sicuro competitore di prestigio" del centro-sinistra). Come se non ne avessimo abbastanza di concorrenza! Woody Allen non l’avrebbe detta detta meglio del signor Rossi, del PPI, che ha commentato: "con Fassa non vi erano fatti personali, tant’è vero che se il vecchio cascame leghista arrivasse al ballottaggio noi voteremmo di sicuro per quella minestraccia riscaldata del Raimondo". Esilarante, Rossi scritturatelo per Zelig !!!

     

  3. "Superare gli attuali confini dell’Ulivo" infine, alla luce di quanto detto significa solo una cosa: liquidare una volta per tutte l’Ulivo e finirla con questi strani fenomeni che accadono (girotondi, Palavobis, professori, auto-convocati, banchetti, militanti senza tessere, ecc. ecc.) che nulla hanno a che fare con la politica, che disturbano i leader, creano la aspettativa che magari ci vorrebbero le elezioni primarie per scegliere i candidati al posto delle risse tra le segreterie o del mercato delle vacche, diffondono l’eresia che nel centro-sinistra, a differenza del centro-destra, non ci sia un padrone…ma andiamo, ma che sciocchezze, "nel centro-sinistra a Varese non abbiamo padroni perché noi abbiamo affidato la proprietà della politica ad una bella cooperativa", ci pensano come sempre Adamoli e Marantelli, ma vogliamo mettere ??? La Coop sei tu, chi può darti di più?

Che dire di più per oggi? Molto semplicemente "Alfieri? NO GRAZIE !!!"

E che fare domani? Magari possiamo provare a lavorare perchè a Varese – malgrado le segreterie dei partiti – si formi lo stesso una lista di ispirazione ulivista e che questa lista porti avanti il progetto originale di sostenere Fassa e di creare quel nuovo Ulivo – dei cittadini e non solo dei partiti – senza il quale ci faranno sempre perdere, ahinoi non solo il 26 maggio 2002.

E’ un appello?

Io credo che sia molto di più, credo che sia una necessità per tutto il centro-sinistra, per assicurarci un futuro; non siamo stati ancora condannati a non potere avere mai una chance.

L’Ulivo sei tu, prova a fare di più !!!

 

Antonio Poillucci, volontario dell’Ulivo

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Pubblicato il 26 Marzo 2002
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